La Perla del Romanticismo e il capolavoro.

Il Giaurro (titolo originale: The Giaour) è un poema narrativo del 1813 scritto da Lord Byron, ed è considerata una delle opere chiave del Romanticismo inglese.

È un “frammento di novella turca” che rappresenta la figura dell’eroe byroniano: un personaggio misterioso, tormentato e solitario, consumato da un amore tragico e da un senso di colpa indelebile.

La trama del poema è frammentaria e non lineare, narrata attraverso le voci spezzettate di vari personaggi e un coro, tipico dello stile di Byron.

La vicenda si svolge nella Grecia occupata dall’Impero Ottomano.

Protagonista è un giovane cristiano veneziano di nome Hassan. Egli si innamora perdutamente di Leila, una bellissima schiava circassa che vive nell’harem del crudele signore turco Hassan (da non confondere con il protagonista che pure si chiama Hassan nella versione italiana di alcuni testi, ma è il “Giaurro” e il suo antagonista è l’altro Hassan).

I due amanti vivono una relazione segreta, ma vengono scoperti. Per punizione, secondo la legge ottomana, Leila viene annegata nel mare per ordine del suo padrone.

Consumato dal dolore e dalla sete di vendetta, il Giaurro si trasforma in un fuorilegge e organizza un’imboscata per uccidere il pascià turco, Hassan, vendicando così l’amata. Dopo aver compiuto la sua vendetta, l’uomo distrutto dal dolore si ritira in un monastero.

Gli ultimi canti del poema lo vedono recluso, dove trascorre sei anni in solitudine e tormento, rifiutando ogni conforto religioso. In punto di morte, confessa la sua storia a un monaco, rivelando il peso insopportabile del peccato e del suo amore perduto, per poi morire senza aver trovato la pace.

Il Giaurro è un’opera fondamentale per comprendere l’estetica romantica e l’immaginario esotico dell’epoca, oltre a definire l’archetipo dell’eroe byroniano.

Esso incarna perfettamente le caratteristiche dell’eroe romantico: affascinante ma maledetto, solitario, ribelle, oppresso da un destino tragico e da un passato misterioso e colpevole.

L’ambientazione in Grecia e Turchia, con i suoi costumi, i conflitti culturali e i paesaggi affascinanti, rispondeva al gusto romantico per l’esotico e il “pittoresco”. Byron stesso aveva viaggiato in Oriente, e la propria esperienza permea il testo.

La narrazione frammentaria e l’uso di molteplici punti di vista rompono con le convenzioni narrative tradizionali, creando un senso di mistero e un’atmosfera sospesa che richiede al lettore di ricomporre gli eventi.

Il poema esplora passioni estreme e distruttive. L’amore tra Hassan e Leila è proibito e fatale, e la vendetta del Giaurro, sebbene soddisfi il suo desiderio di giustizia, non porta redenzione, ma solo ulteriore isolamento e disperazione.

L’opera fu un successo editoriale immediato all’uscita nel 1813 e consolidò la fama di Byron come uno dei massimi poeti del suo tempo, influenzando profondamente la letteratura successiva, inclusa la leggenda del vampiro (un personaggio del racconto “Il Vampiro” di John Polidori fu ispirato da un’idea scaturita durante la stesura de Il Giaurro).



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