Manfred e l’eroe tormentato.

Manfred è un poema drammatico in tre atti di Lord Byron, scritto tra il 1816 e il 1817. 

La trama segue il tormento interiore del protagonista, mentre la recensione ne sottolinea il profondo impatto emotivo e filosofico. 

Tutto è incentrato su Manfred, un nobile che vive ritirato in un castello nelle Alpi. Egli possiede un grande intelletto e potere, esperto di scienze e arti magiche, ma è consumato da un insopportabile senso di colpa e rimorso per un peccato inconfessabile, che i critici associano spesso a una relazione incestuosa con la sua amata, ormai defunta, Astarte. 

Tormentato dai ricordi e desideroso di oblio, Manfred evoca gli spiriti della terra e dell’aria, chiedendo loro di donargli l’oblio, ma questi si rifiutano, non avendo potere sulla mente umana. Disperato, medita il suicidio sulle cime delle Alpi, dove viene salvato da un cacciatore di camosci. 

Successivamente, Manfred si reca nel regno di Arimane (lo spirito del male) per evocare l’ombra di Astarte. Quando l’ombra appare, gli predice che la sua morte avverrà l’indomani. 

Nell’atto finale, un abate cerca di convertire Manfred e salvarlo, ma l’eroe rifiuta con sdegno ogni tentativo di redenzione religiosa, rivendicando la propria autonomia e sfida. La sua fine arriva con l’apparizione di spiriti demoniaci che vengono a reclamare la sua anima; Manfred li respinge con forza, morendo da solo, indomito e non sottomesso a nessuna forza, né divina né infernale. 

Manfred” è acclamato come un’opera che esplora i temi centrali del Romanticismo: l’identità, la memoria, il rimpianto e il significato ultimo dell’esistenza e della morte. 

Il protagonista è un ribelle titanico, orgoglioso, isolato e in conflitto con la società e le convenzioni morali. Il suo tormento, spesso considerato uno specchio del travaglio personale di Byron, affascina per la sua intensità e la sua irriducibile fierezza. Sebbene Byron non lo avesse concepito per la rappresentazione teatrale, il suo impatto fu prevalentemente letterario e ispirò musicisti come Robert Schumann, che compose musiche di scena (l’ouverture e musiche accessorie), e Pëtr Il’ič Čajkovskij, che ne trasse una sinfonia. L’opera è lodata per le potenti descrizioni visive delle Alpi e i suoi toni cupi, solenni e gotici, che creano un’atmosfera di profondo dramma psicologico.

La critica moderna continua a vedere in “Manfred” un’opera multiforme e complessa che suscita nuove interpretazioni, un’espressione grandiosa del titanismo romantico che ha influenzato generazioni di artisti e pensatori, tra cui Goethe e Nietzsche. 

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