
“Mazeppa” è un poemetto narrativo del poeta romantico inglese Lord Byron, pubblicato nel 1819. Si basa su una leggenda popolare che narra un episodio della giovinezza di Ivan Mazepa (1639-1709), che in seguito divenne Hetman (leader militare) dell’Ucraina.
Il poema esordisce dopo la battaglia di Poltava (1709), una sconfitta per il re Carlo XII di Svezia contro le forze russe di Pietro il Grande. Mentre fuggono e si riposano, il vecchio Mazeppa, che è al servizio del re, racconta la storia di come ha imparato a cavalcare con tanta abilità.

La narrazione in flashback descrive la sua giovinezza come paggio alla corte del re polacco Giovanni II Casimiro Vasa. Lì, il giovane Mazeppa si innamora di Teresa, una contessa polacca molto più anziana di lui e sposata con un conte locale. Quando la loro relazione clandestina viene scoperta, il conte, furioso, ordina una punizione crudele: Mazeppa viene legato nudo al dorso di un cavallo selvaggio e fatto allontanare nelle steppe.
Il cuore del poema descrive il viaggio straziante di Mazeppa legato al cavallo imbizzarrito attraverso la natura selvaggia dell’Europa orientale.
Il viaggio è un calvario di sofferenza fisica e mentale, fame e sete, finché il cavallo, allo stremo delle forze, non crolla in Ucraina. Mazeppa, quasi morto, viene soccorso da alcuni contadini cosacchi e si riprende, rimanendo con loro e diventando infine il loro Hetman.
Il tema centrale è l’incredibile volontà umana di sopravvivere contro ogni probabilità, sopportando torture fisiche e psicologiche estreme. La passione travolgente di Mazeppa e Teresa scatena una serie di eventi incontrollabili. Il cavallo selvaggio stesso è un potente simbolo del destino indomabile e delle forze naturali che guidano il suo cammino.
L’umiliazione subita alimenta in Mazeppa un desiderio di vendetta. La sua ascesa da paggio esiliato a leader cosacco rappresenta il suo trionfo finale sull’ingiustizia subita.
Il poema ha avuto un’influenza significativa, ispirando opere pittoriche (come quelle di Théodore Géricault ed Eugène Delacroix) e musicali (come il poema sinfonico di Franz Liszt).

