La potente satira byroniana.

Il Don Juan di Lord Byron (1819-1824) è un poema narrativo satirico in ottave, che reinterpreta il mito del celebre seduttore in chiave ironica e picaresca. A differenza del personaggio tradizionale, il Juan di Byron è più un innocente e passivo avventuriero che un libertino incallito, che viene più sedotto che seduttore. 

L’opera, rimasta incompiuto (consta di 17 canti), segue le peripezie di Don Juan dall’adolescenza fino all’età adulta, attraverso vari paesi e situazioni. 

Tutto inizia con un giovane e ingenuo protagonista a Siviglia, che viene coinvolto in una relazione scandalosa con la sua tutrice, Doña Julia. Per evitare conseguenze sociali, viene mandato via dai genitori. Durante il viaggio, la nave di Juan naufraga e lui, unico sopravvissuto, viene salvato su un’isola greca. Lì si innamora, ricambiato, della giovane Haidée, figlia di un pirata. La loro felicità è interrotta dal ritorno del padre di lei, che vende Juan come schiavo.

Venduto in un mercato di schiavi a Costantinopoli, Juan finisce nell’harem della sultana Gulbeyaz, che si invaghisce di lui. Rifiutandola, Juan e un altro schiavo fuggono e si uniscono all’esercito russo che assedia Izmaïl. Si distingue per il suo coraggio e viene inviato come messaggero in Russia.

A San Pietroburgo, Juan attira l’attenzione dell’imperatrice Caterina la Grande. Diventa il suo favorito, ma la sua salute ne risente e viene mandato in missione diplomatica in Inghilterra.

Il poema si conclude con Juan che si muove nell’alta società inglese, partecipando a feste e intrighi amorosi. È qui che l’opera si interrompe bruscamente a causa della morte di Byron.

Don Juan è considerato il capolavoro satirico di Byron. L’autore utilizza il personaggio e le sue avventure come pretesto per una critica pungente della società, della politica, della morale e dell’ipocrisia dell’Europa del suo tempo, in particolare dell’Inghilterra. 

L’opera è pervasa da un’ironia romantica e da un tono colloquiale, digressivo e umoristico. Byron rompe spesso la “quarta parete”, rivolgendosi direttamente al lettore con commenti e riflessioni personali.

Egli non è il malvagio e cinico seduttore della tradizione spagnola (come in Tirso de Molina o Mozart), ma piuttosto una figura passiva, un anti-eroe byroniano che subisce gli eventi e le passioni che gli capitano, messo a contrasto con l’eroe byroniano che l’autore aveva creato in opere precedenti come Childe Harold.

L’obiettivo principale di Byron è la satira sociale, diretta in particolare contro la “corrotta società inglese” e il suo perbenismo. Utilizza le avventure esotiche di Juan per mettere in luce i difetti e le contraddizioni del mondo occidentale, contrapponendo talvolta la semplicità di altre culture (come quella greca).

Con quest’opera, Byron ha creato un’opera unica che mescola elementi epici, lirici, satirici e comici, influenzando profondamente la letteratura successiva. 

Il Don Juan è un’opera complessa e affascinante che va oltre la semplice narrazione picaresca, offrendo uno specchio critico e divertente dell’epoca romantica e della natura umana.

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