
Francesca Bertini è stata una delle prime e più celebrate dive del cinema muto italiano: icona riconosciuta non solo a livello europeo, ma anche a mondiale.
La sua carriera fu caratterizzata da un talento drammatico eccezionale e da una forte personalità che le permise di dominare la scena cinematografica dell’epoca.
Nata Elena Vitiello, Francesca Bertini iniziò la carriera teatrale a Napoli, dove venne notata dal regista Gerolamo Lo Savio, che la condusse a Roma per lavorare nel cinema.
L’ ascesa fu rapida e divenne presto l’attrice di punta della casa di produzione Film d’Arte Italiana-Pathé.

Fu una delle prime attrici a curare meticolosamente la propria immagine e a imporsi non solo come interprete, ma anche come co-sceneggiatrice e produttrice dei suoi film, esercitando un controllo quasi totale sui diversi progetti.
Un aneddoto riguarda la sua voce, considerata non adatta al sonoro: un “difetto” che inizialmente l’avrebbe limitata, ma che non ne ha impedito l’enorme successo come diva del muto.

La filmografia della Bertini include oltre 100 titoli.
Tra le sue opere più significative si ricordano:
- Assunta Spina (1915): Considerato il capolavoro, è il film che l’ha consacrata come diva. Interpretava il ruolo di una stiratrice napoletana in una storia di gelosia e passione in un ruolo che aveva già portato in teatro.
- La signora dalle camelie (1915): Un’altra interpretazione drammatica di grande successo.
- Tosca (1918): Un adattamento dell’opera di Puccini.
- Frou-Frou (1918)
- Fedora (1919)
Si ritirò dalle scene negli anni ’30, tornando a recitare solo occasionalmente in età avanzata, come in una piccola parte nel film Novecento (1976) di Bernardo Bertolucci.
È morta a Roma il 13 ottobre 1985, all’età di 93 anni.
La sua vita e la sua carriera sono state oggetto di diverse biografie, tra cui “L’ultima diva” di Flaminia Marinaro.

