La prima femme fatale del cinema italiano.

Tra tutte le attrici del cinema italiano non è possibile manchi lei.

Pina Menichelli è stata anch’essa una delle più grandi dive del cinema muto italiano, celebre per aver incarnato il ruolo della femme fatale e per la recitazione intensa ed espressiva.

Soprannominata la “tigre reale”, ha avuto una carriera prolifica recitando in oltre 80 film. 

Nata a Castroreale, in provincia di Messina, il 10 gennaio 1890, Giuseppina Menichelli proveniva da una famiglia di artisti girovaghi. Iniziò la sua carriera teatrale giovanissima prima di dedicarsi al cinema nei primi anni del Novecento.

La vita privata fu caratterizzata da una relazione con il regista ed editore cinematografico Giovanni Albertini, che sposò nel 1920.

Dopo il matrimonio, si ritirò progressivamente dalle scene, vivendo lontano dai riflettori fino alla sua morte a Milano il 29 agosto 1984. 

La Menichelli è ricordata principalmente per i suoi ruoli drammatici, in cui utilizzava una mimica del volto e del corpo molto accentuata, ispirandosi sia alla tradizione teatrale sia alle altre dive dell’epoca come Lyda Borelli, tuttavia sviluppando un proprio stile originale e passionale. 

Tra le sue opere più significative si annoverano:

  • Il fuoco (1915), diretto da Giovanni Pastrone: Questo film, considerato uno dei capolavori del “diva film”, ha consacrato la Menichelli come l’icona della passione travolgente e della donna fatale, capace di sedurre e distruggere.
  • La tigre reale (1916), anch’esso diretto da Pastrone: Un altro ruolo che ha rafforzato la sua immagine di diva magnetica e misteriosa.
  • Gemma di cigni (1915), sempre per la regia di Pastrone.
  • L’ultima avventura (1917) e numerosi altri film che ne hanno definito la carriera sotto la guida di Pastrone e altri registi. 

Le performance erano caratterizzata da una forte stilizzazione estetica e da una retorica sentimentale che affascinava il pubblico dell’epoca, rendendola una delle figure centrali e più celebrate del cinema muto italiano

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