Una ragazza coraggiosa.

“La Piccola Dorrit” (Little Dorrit), pubblicato tra il 1855 e il 1857, è un romanzo sociale di Charles Dickens che offre una critica pungente della società vittoriana, concentrandosi sui temi dell’imprigionamento (sia letterale che metaforico), della burocrazia governativa e delle ingiustizie sociali.

La storia ruota attorno ad Amy Dorrit, la “Piccola Dorrit”, una giovane donna altruista e gentile nata e cresciuta nella prigione per debitori di Marshalsea a Londra, dove suo padre, William Dorrit, è detenuto da molti anni a causa dei suoi debiti. Amy lavora come sarta per sostenere la famiglia ed è la figura centrale che mantiene unita la dignità della famiglia all’interno del contesto carcerario.


La trama si sviluppa quando Arthur Clennam, un uomo di mezza età appena tornato a Londra dopo un lungo periodo in Cina, incontra Amy e si interessa alla sua situazione e ai misteri che circondano la sua famiglia e la sua stessa madre, una donna austera e reclusa.
Con l’aiuto del signor Pancks, Arthur scopre che William Dorrit è l’erede di una vasta fortuna.

I Dorrit vengono quindi liberati dalla prigione e si trasferiscono in Europa, dove tentano di integrarsi nell’alta società, anche se Amy fatica ad adattarsi alla nuova vita e alla vanità della sua famiglia.
La fortuna dei Dorrit si rivela poi effimera, perduta a causa di investimenti sbagliati in uno schema finanziario fraudolento (quello del signor Merdle). Arthur Clennam subisce a sua volta un tracollo finanziario e finisce nella stessa prigione di Marshalsea.

Alla fine, i segreti vengono a galla: si scopre una cospirazione di vecchia data che coinvolge la madre di Arthur e l’eredità originariamente destinata ad Amy. Dopo aver affrontato prove e difficoltà, Arthur viene rilasciato e sposa Amy, trovando la felicità non nella ricchezza, ma nel loro reciproco amore e nella loro umiltà.

“La Piccola Dorrit” è considerato uno dei capolavori della maturità di Dickens, un romanzo complesso e stratificato. La sua forza risiede nella profonda analisi psicologica dei personaggi e nella sua sferzante satira sociale.

Il tema centrale dell’imprigionamento permea l’intero libro; non solo le sbarre fisiche della prigione, ma anche le prigioni metaforiche create dall’orgoglio, dalle convenzioni sociali, dalla burocrazia (l’inefficiente “Ufficio della Circunlocuzione”) e dalla repressione emotiva.
Critica sociale: Dickens attacca ferocemente le ingiustizie del sistema legale e sociale inglese, mostrando come la povertà e la ricchezza non definiscano il valore morale di una persona.

Da Amy, simbolo di abnegazione e gentilezza, al signor Dorrit, la cui dignità crolla con la ricchezza, fino ai personaggi secondari vividi e a tratti grotteschi, il romanzo è ricco di ritratti umani indimenticabili.
Sebbene a volte sia descritto come lungo, cupo e ponderoso in alcune parti, il romanzo bilancia il pathos con momenti di umorismo e una trama intricata che tiene il lettore impegnato.
Nel complesso, è un’opera potente e altamente consigliata per chi apprezza i classici della letteratura che offrono uno spaccato profondo dell’animo umano e della società.

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