Great Expectations.

Grandi speranze” (Great Expectations), pubblicato a puntate tra il 1860 e il 1861, è considerato uno dei capolavori di Charles Dickens. È un romanzo di formazione (Bildungsroman) che segue la crescita morale e psicologica del protagonista, offrendo nel contempo una critica incisiva alla società vittoriana, all’ambizione e alle disparità di classe.

La storia, narrata in prima persona dal protagonista, Philip Pirrip (detto Pip), si svolge nell’Inghilterra vittoriana.
Infanzia e le prime “speranze”: Pip è un orfano di umili origini, cresciuto dalla severa sorella e dal cognato Joe Gargery, un fabbro dal cuore d’oro. La sua vita cambia quando viene chiamato a far compagnia a Miss Havisham, un’eccentrica e ricchissima zitella che vive reclusa in una villa ferma nel tempo, indossando ancora il suo abito da sposa. Lì, Pip incontra e si innamora perdutamente di Estella, la bellissima ma fredda figlia adottiva di Miss Havisham, che lo tratta con disprezzo a causa della sua rozzezza e del suo basso ceto sociale.


Anni dopo, mentre è apprendista fabbro, un avvocato di nome Jaggers informa Pip di aver ricevuto una cospicua fortuna da un misterioso e anonimo benefattore. L’unica condizione è che si trasferisca a Londra per diventare un gentiluomo. Pip, credendo che la sua fortuna provenga da Miss Havisham e che sia destinata a renderlo degno di Estella, abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, sacrificando i valori semplici e l’affetto del cognato Joe per inseguire lo status sociale.

La rivelazione e la redenzione: A Londra, Pip diventa arrogante e superficiale, accumulando debiti. La verità viene a galla in modo sconvolgente quando il suo benefattore si rivela essere Abel Magwitch, un forzato che Pip aveva aiutato da bambino, mosso solo da gratitudine. Questa scoperta distrugge le illusioni di Pip sul denaro e sulla classe, portandolo a una profonda crisi morale.
Epilogo: Dopo una serie di drammatici eventi, pericoli e perdite, Pip si redime. Impara il vero valore dell’amicizia, della lealtà e della compassione, superando l’ambizione e il desiderio di ascesa sociale che lo avevano corrotto.


“Grandi speranze” è universalmente riconosciuto come un capolavoro della letteratura inglese. Il romanzo eccelle per:
Dickens crea figure memorabili e complesse, da Miss Havisham, intrappolata nel suo dolore, al leale Joe, fino al tormentato Magwitch e all’algida Estella. Ognuno contribuisce a tessere un ricco arazzo narrativo.
Il romanzo è una potente satira della società vittoriana, che analizza l’ipocrisia della cultura dell’epoca, il classismo e l’idea che lo status di “gentiluomo” possa essere comprato con il denaro, piuttosto che definito dal carattere morale.

Vengono esplorati temi universali come l’amore non corrisposto, il senso di colpa, l’ambizione e la ricerca dell’identità. La storia è, in definitiva, un racconto di redenzione, che mostra come la vera realizzazione non risieda nella ricchezza o nella posizione sociale, ma nei valori umani.
Con la sua atmosfera vivida, una trama intricata ricca di colpi di scena e una scrittura magistrale, “Grandi speranze” rimane una lettura avvincente e stimolante, capace di parlare ai lettori di ogni epoca.

Lascia un commento