
Secondo le cronache dell’epoca era eterna rivale della Duse.
Sarah Bernhardt fu la più grande attrice teatrale francese della Belle Époque, soprannominata anch’ella “La Divina“, nota per le sue interpretazioni drammatiche e la vita eccentrica, con successi in tutto il mondo grazie anche al suo carisma e all’uso innovativo della promozione mediatica.
Oltre a recitare, divenne anche sceneggiatrice, scultrice e autrice di memorie come “La mia doppia vita”, e lasciò un’eredità duratura nel teatro moderno e nel cinema, influenzando figure come Proust e D’Annunzio.

Nata a Parigi da madre cortigiana, ebbe un’educazione formale e un’infanzia segnata da soggiorni in diversi monasteri, ma scelse presto la carriera di attrice.
Dopo l’esordio alla Comédie-Française, trionfò all’Odéon e creò una propria compagnia, diventando un’icona globale.
Recitò in film come La Dame aux camélias (1912) e Mères françaises (1917).
Famosa per le sue relazioni con uomini potenti e artisti, visse con la pittrice Louise Abbéma e fu madre di un figlio, Maurice.
Una vita segnata da stravaganze, come il possedere animali esotici, e un atteggiamento anticonformista.
Prima tra molte celebrità a coltivare attivamente la propria immagine, apparendo su manifesti e pubblicità, anticipando il concetto di star moderno.
Subì l’amputazione della gamba sinistra a 70 anni, ma continuò a recitare con determinazione, adattando le sue performance e il repertorio.

Dominò le scene interpretando ruoli classici (come FEDRA) e moderni, diventando un simbolo del teatro ottocento/novecentesco.
Una donna senza timore di essere moderna ed innovativa.

