Il coraggio del fare davvero.

Qualche mese fa mi sono recata in una pizzeria meravigliosa. Uno di quei luoghi in cui entrare è sempre una sorpresa. Oltre che essere stata piacevolmente colpita dalla buonissima pizza, ho avuto modo di conoscere lo straordinario proprietario dietro questa struttura.

Ho colto anche l’occasione per volerne scoprire di più e, spinta dalla curiosità, mi sono accinta ad acquistare il libro che racconta la genesi di questo bellissimo locale.

Opera scritta proprio dal proprietario della pizzeria PizzAut.

Nico Acampora, uomo di una dolcezza ed empatia straordinari, è l’autore del libro intitolato “Vietato calpestare i sogni. La straordinaria storia di PizzAut e dei suoi ragazzi”, scritto in collaborazione con la giornalista Elisabetta Soglio.

Non un romanzo o un saggio, ma bensì un racconto autobiografico e un’esperienza di vita reale, incentrato sul progetto di inclusione sociale “PizzAut”.

L’opera racconta la genesi e lo sviluppo di PizzAut, la prima pizzeria in Italia interamente gestita da ragazzi e ragazze con autismo. Tutto scaturisce dall’esperienza personale di Nico Acampora, educatore e padre di un figlio autistico, Leo.

Una vicenda, quella del protagonista, raccontata e permeata da un sentimento di speranza e felicità “concreta” coinvolgente: con un piglio disincantato verso una realtà non sempre facile, ma sorridente verso i tanti traguardi della vita.

Lo spirito con cui dovrebbero approcciarsi all’esistenza molte persone, e cui Nico Acampora dovrebbe fare da maestro.

La trama si snoda attorno alla trasformazione di un sogno in realtà: dall’idea iniziale, scaturita osservando la gioia di suo figlio durante le “serate pizza” in famiglia, alla creazione di un vero e proprio laboratorio e, infine, di una pizzeria di successo.

Il racconto descrive le sfide, gli ostacoli burocratici, i pregiudizi e, soprattutto, l’impegno e la passione che hanno portato alla realizzazione di un luogo dove i ragazzi autistici possono apprendere un mestiere, sentirsi parte di una squadra e acquisire autonomia e dignità lavorativa.

Una storia di resilienza e un invito a “non calpestare i sogni”, dimostrando che quando si mette in moto il bene, nulla può fermarlo.

Racconto positivo ed emotivo: il libro sa commuovere, far sorridere e ispirare, paragonandolo come la “divorazione come un’ottima pizza” oppure “assaporato come un ottimo vino”.
Testo autentico che racconta con forza un messaggio di inclusione.

Il libro rappresenta un’esperienza personale toccante, che spinge il lettore a riflettere sull’accettazione dell’altro senza pregiudizi.

Vicenda “straordinaria” e un modello da imitare.
Alcuni critici hanno contestato che il libro è “abbastanza egocentrico ed autoreferenziale”, in quanto racconta la storia dal punto di vista del fondatore, ma, a mio parere, ciò non ne diminuisce generalmente il valore o l’impatto emotivo. Anzi, lo rende unico e prezioso per la collettività.


Lo consiglio vivamente a chi cerca una storia di speranza e un esempio concreto di come l’inclusione lavorativa per persone con autismo sia non solo possibile, ma un vero e proprio successo.

Monito a guardare oltre e a fare davvero del bene.

E quando si dona un futuro, non si sbaglia mai.

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