Oltre il pensiero, il coraggio della follia.

Pochi lo sanno, ma esiste un film di ideato e progettato secondo i dettami della corrente futurista.

Vita futurista del 1916 è considerato il primo film d’avanguardia della cinematografia, ma purtroppo è andato quasi interamente perduto; ne sopravvivono solo pochi fotogrammi. 

Più che una storia lineare, il film si può definire una composizione di una serie di sketch sconnessi e provocatori volti a illustrare il Manifesto della Cinematografia Futurista.

Tra le scene documentate figurano: 

  • Provocazioni pubbliche: Marinetti e i suoi compagni che infastidiscono i clienti “passatisti” nei caffè di Firenze.
  • Sperimentazione visiva: Scene come la “Danza dello splendore geometrico”, dove i corpi venivano frammentati e moltiplicati.
  • Concetti astratti: Segmenti dedicati alla velocità, al dinamismo e persino all’occultismo, con titoli come “Come dorme un futurista” o “Ricerche di sonn

l film non fu accolto come un’opera d’arte tradizionale, ma come un’aggressione frontale al gusto borghese. Le proiezioni erano spesso accompagnate da fischi e tumulti, esattamente ciò che i futuristi cercavano per rompere l’apatia degli spettatori.

La sensibilità moderna celebra questo prodotto come il punto di partenza del cinema sperimentale, lodando l’uso pionieristico di trucchi visivi, specchi deformanti e sovrapposizioni.

Sebbene perduto, il film ha influenzato profondamente il cinema d’avanguardia europeo (dal surrealismo al cinema espressionista) per la sua idea di cinema come “pittura in movimento”. 

Un prodotto che sarebbe stato interessante da analizzare con un occhio moderno ma che, è stato vittima di una storia troppo ingiusta.

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