Umberto Boccioni e il movimento inarrestabile.

Umberto Boccioni (1882–1916) è stato il principale teorico e artista del Futurismo.

Celebre per aver trasformato il dinamismo e la velocità in forme visive, ha rivoluzionato sia la pittura che la scultura del XX secolo.

Nato a Reggio Calabria, si trasferì a Roma nel 1901 dove, insieme a Gino Severini, divenne allievo di Giacomo Balla, dal quale apprese la tecnica divisionista.

Dopo viaggi a Parigi e in Russia, si stabilì a Milano, dove nel 1910 firmò il Manifesto dei pittori futuristi.

Morì prematuramente nel 1916 a causa di una caduta da cavallo durante un’esercitazione militare a Verona.
Le sue opere esplorano il concetto di “dinamismo plastico”, cercando di fondere l’oggetto con lo spazio circostante:


La città che sale (1910): Considerata la prima vera opera futurista, celebra il progresso e il fermento della Milano industriale.


Forme uniche della continuità nello spazio (1913): Questa iconica scultura (presente sulle monete da 20 centesimi di euro) rappresenta una figura umana in movimento che sembra modellata dal vento e dalla velocità.


Stati d’animo (1911): Un ciclo di dipinti che analizza l’impatto emotivo delle partenze e dei distacchi nelle stazioni ferroviarie.

Materia (1912): Un monumentale ritratto della madre che sintetizza cubismo e futurismo.

Una vita dedicata all’arte finita troppo presto e ancora tutta da scrivere.

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