
Carlo Carrà è stato uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana del Novecento, capace di attraversare e definire tre grandi ed importanti stagioni stilistiche: il Futurismo, la Metafisica e il Ritorno all’ordine.
Nato a Quargnento (AL), si trasferisce a Milano dove studia all’Accademia di Brera sotto la guida di Cesare Tallone.
Nel 1910 firma il Manifesto dei pittori futuristi insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini, portando il dinamismo e la scomposizione della forma nell’arte italiana.

Durante la Grande Guerra, l’incontro con Giorgio de Chirico a Ferrara segna il passaggio alla Metafisica, caratterizzata da atmosfere sospese e oggetti enigmatici.
Nel dopoguerra si allontana dalle avanguardie per un recupero della tradizione pittorica trecentesca (Giotto, Masaccio), diventando un punto di riferimento per il movimento Novecento.

Le opere di Carrà documentano perfettamente la sua evoluzione stilistica:
| Periodo | Opere Celebri | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Futurismo | I funerali dell’anarchico Galli (1911), Manifestazione interventista (1914) | Dinamismo, linee di forza e simultaneità. |
| Metafisica | La Musa Metafisica (1917), L’idolo ermafrodito (1917) | Manichini, spazi geometrici e senso di attesa. |
| Ritorno all’ordine | Pino sul mare (1921), L’attesa (1926) | Forme solide, essenzialità e paesaggi arcaici. |
Artista moderno e versatile che lasciò un impronta indelebile nel panorama artistico italiano.

