La perfetta simbiosi tra futurismo e cubismo.

Gino Severini è stato un protagonista fondamentale dell’arte del Novecento, celebre per aver saputo coniugare il dinamismo del Futurismo con il rigore costruttivo del Cubismo, prima di farsi interprete del “Ritorno all’ordine”.
Nasce a Cortona nel 1883. Nel 1899 si trasferisce a Roma, dove incontra Umberto Boccioni e diventa allievo di Giacomo Balla, che lo introduce alla tecnica divisionista.

Nel 1906 si sposta a Parigi, centro nevralgico dell’avanguardia. Qui stringe amicizia con artisti del calibro di Picasso, Braque, Modigliani e Apollinaire.
Severini fu tra i firmatari del manifesto dei futuristi; a Parigi svolge il ruolo di tramite culturale tra il movimento italiano e le novità del Cubismo francese.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, Severini attraversa una fase di crisi estetica che lo porta a teorizzare un ritorno al classicismo e alla geometria, culminato nel saggio Du Cubisme au classicisme (1921).
Trascorre il resto della vita tra la Francia e l’Italia, dedicandosi anche a grandi cicli decorativi e mosaici.

  • Fase Futurista (1910-1915): Caratterizzata dalla scomposizione della luce e del movimento, con un focus particolare sulla vita notturna e la danza.
    • La Danse du Pan-Pan au Monico (1909-1911/1959-1960)
    • Geroglifico dinamico del Bal Tabarin (1912)
    • Treno blindato (1915)
  • Fase Cubo-Futurista: Sperimentazione che fonde la dinamica futurista con la solidità formale cubista.
    • Natura morta con il giornale “Lacerba” (1913)
  • Ritorno all’ordine e Classicismo (dal 1916): Ritorno alla figurazione solida e allo studio della sezione aurea.
    • Maternità (1916)
    • Ritratto di Jeanne Severini
    • I due Pulcinella (1922) 

Un pittore che seppe unire stili diversi in un perfetto connubio di fascino, bellezza ed unicità.

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