il triumvirato più famoso della storia.

Il Primo Triumvirato è stato un patto politico privato e segreto stretto nel 60 a.C. tra Gaio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso.
A differenza del Secondo Triumvirato (quello di Ottaviano, Antonio e Lepido), questo accordo non aveva valore legale ufficiale, ma era un’alleanza strategica per controllare le istituzioni repubblicane romane e superare l’opposizione del Senato.

I tre uomini misero a disposizione le proprie influenze per ottenere vantaggi reciproci, ed essi erano:
– Giulio Cesare: Aveva bisogno del sostegno militare di Pompeo e di quello finanziario di Crasso per essere eletto console e ottenere il comando nelle Gallie.
– Gneo Pompeo: Cercava la ratifica dei suoi atti in Oriente e la distribuzione di terre per i suoi veterani, richieste precedentemente bloccate dal Senato.
– Marco Licinio Crasso: L’uomo più ricco di Roma, mirava a vantaggi economici per i suoi alleati (i pubblicani) e desiderava accrescere il proprio prestigio militare.

L’alleanza fu rinnovata ufficialmente nel 56 a.C. durante un incontro a Lucca. In questa occasione fu stabilito che Pompeo e Crasso sarebbero stati eletti consoli per l’anno successivo (55 a.C.) e Iil comando di Cesare in Gallia sarebbe stato prorogato per altri cinque anni.
A Pompeo sarebbe stato affidato il governo delle province spagnole e a Crasso quello della Siria.



Il triumvirato iniziò a sgretolarsi per diversi fattori come la morte di Giulia (54 a.C.): La figlia di Cesare, data in sposa a Pompeo per suggellare il patto, morì di parto, recidendo il legame familiare tra i due leader.
Crasso fu sconfitto e ucciso dai Parti nella battaglia di Carre, eliminando l’elemento equilibratore tra Cesare e Pompeo.
Rimasti soli, Cesare (leader dei populares) e Pompeo (divenuto riferimento dell’oligarchia senatoria) entrarono in conflitto nel 49 a.C. dopo il passaggio del Rubicone da parte di Cesare, portando allo scontro decisivo di Farsalo nel 48 a.C..

Quello che era nato come un fatto fraterno finì con il trasformarsi in una fine dolorosa e carneficina.

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