Pompeo, il condottiero amico e nemico.

Gneo Pompeo Magno è stato uno dei più influenti generali e politici della tarda Repubblica romana, noto per le sue straordinarie campagne militari contro i pirati, Mitridate e Sertorio, che estesero il dominio di Roma.

Alleato con Cesare e Crasso nel Primo Triumvirato (60 a.C.), si schierò poi con il Senato contro Cesare, venendo sconfitto a Farsalo (48 a.C.) e ucciso in Egitto.


Nato nel Piceno, figlio del generale Pompeo Strabone, si distinse giovanissimo nelle guerre civili a fianco di Silla. Ricevette il soprannome di Magnus (il Grande) per i suoi successi, ottenendo trionfi nonostante la giovane età e la mancanza di un formale cursus honorum.
Represse la rivolta di Sertorio in Spagna (71 a.C.) e i seguaci di Spartaco. Nel 67 a.C. ottenne poteri straordinari per eliminare i pirati dal Mediterraneo in soli tre mesi. Successivamente, sconfisse definitivamente Mitridate VI del Ponto, riorganizzando l’Oriente romano.
Fu console nel 70 a.C. con Crasso e, dopo il triumvirato, si legò alla fazione conservatrice del Senato, diventandone il principale difensore contro l’ascesa di Giulio Cesare.
Guerra Civile e Morte: Sconfitto da Cesare nella battaglia di Farsalo nel 48 a.C., fuggì in Egitto sperando nell’appoggio di Tolomeo XIII, ma venne assassinato a tradimento su ordine del faraone, che sperava di compiacere Cesare.

Celebre il pianto di Cesare alla vista della testa del nemico.

Dapprima alleato prezioso e poi nemico stimato.

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