Meglio ribelle, che schiava.

Emmeline Pankhurst è stata l’attivista e politica britannica che ha guidato il movimento delle suffragette nel Regno Unito, lottando per ottenere il diritto di voto per le donne.

Una donna famosa in tutto il mondo e riconosciuta come la pioniera del movimento per il suffragio alle donne.

Fondatrice della Women’s Social and Political Union (WSPU) nel 1903, è celebre per aver adottato il motto “Fatti, non parole” (Deeds, not words), promuovendo tattiche di protesta radicali e militanti per risvegliare la coscienza pubblica.

Nata a Manchester nel luglio 1858 in una famiglia politicamente attiva, iniziò il suo impegno per il suffragio femminile a soli 14 anni.

Nel 1879 sposò Richard Pankhurst, un avvocato sostenitore dei diritti delle donne, con cui ebbe cinque figli, tra cui Christabel e Sylvia, anch’esse figure chiave del movimento.

Frustrata dalla mancanza di progressi dei metodi costituzionali, la WSPU sotto la sua guida passò ad azioni dirette: interruzioni di comizi politici, rottura di finestre, incendi dolosi e scioperi della fame in prigione. Fu arrestata numerose volte (almeno sette tra il 1908 e il 1914). Per contrastare gli scioperi della fame delle suffragette, il governo introdusse il cosiddetto Cat and Mouse Act, che permetteva di rilasciare temporaneamente le prigioniere debilitate per poi riarrestarle una volta ristabilite.

Allo scoppio del conflitto nel 1914, Pankhurst sospese la militanza suffragista per sostenere lo sforzo bellico britannico, incoraggiando le donne a sostituire gli uomini nelle fabbriche e nelle industrie.

Nel 1918, il Representation of the People Act concesse il voto alle donne sopra i 30 anni con determinati requisiti patrimoniali.
Dopo la guerra, i suoi interessi si spostarono verso posizioni più conservatrici e nazionaliste; si unì al Partito Conservatore nel 1926 e fu scelta come candidata parlamentare.

Emmeline Pankhurst morì a Londra il 14 giugno 1928, all’età di 69 anni, poche settimane prima dell’approvazione della legge che estendeva il suffragio a tutte le donne sopra i 21 anni, garantendo parità elettorale con gli uomini.

È commemorata con una statua nei Victoria Tower Gardens, vicino al Parlamento britannico, inaugurata nel 1930.

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