
Susan B.Anthony è stata una delle figure centrali del movimento per i diritti civili e del suffragio femminile negli Stati Uniti. La sua dedizione alla causa dell’uguaglianza ha portato alla ratifica del XIX Emendamento, spesso chiamato “Emendamento Susan B. Anthony”, che garantì alle donne il diritto di voto nel 1920, quattordici anni dopo la sua morte.
Nata il 15 febbraio 1820 ad Adams, Massachusetts, crebbe in una famiglia di orientamento quacchero, un ambiente che promuoveva l’uguaglianza sociale e l’attivismo.
Prima di dedicarsi ai diritti delle donne, divenne un’insegnante e un’attiva sostenitrice dell’abolizionismo. Fu agente per l’American Anti-Slavery Society e lavorò instancabilmente contro la schiavitù.

Nel 1851 incontrò Elizabeth Cady Stanton, con cui formò un sodalizio duraturo che divenne il cuore pulsante del movimento suffragista americano.
Susan B. Anthony fu co-autrice, insieme a Stanton e Matilda Joslyn Gage, di una monumentale opera in più volumi pubblicata a partire dal 1881 e chiamata History of Woman Suffrage.
L’obiettivo era documentare la storia del movimento per le generazioni future.
Fondò e curò questo settimanale radicale dedicato ai diritti delle donne e dei lavoratori.
Il celebre motto della testata era: “Uomini, i loro diritti, e niente di più; donne, i loro diritti, e niente di meno”.
Co-fondò la National Woman Suffrage Association (NWSA) nel 1869 e la American Equal Rights Association.

L’arresto per aver votato (1872): Il 5 novembre 1872, Susan B. Anthony sfidò apertamente la legge votando alle elezioni presidenziali statunitensi a Rochester, New York. Fu arrestata e condannata a pagare una multa di 100 dollari, che si rifiutò orgogliosamente di pagare per non legittimare il verdetto.
Per onorare la sua eredità, è stata la prima donna reale a comparire su una moneta in circolazione negli Stati Uniti (il dollaro d’argento Susan B. Anthony).

