Elizabeth: la mente della rivoluzione.

Elizabeth Cady Stanton è stata la mente teorica dietro il movimento per i diritti delle donne negli Stati Uniti del XIX secolo, distinguendosi per un approccio radicale che andava ben oltre il semplice diritto di voto.

Nata a Johnstown, ricevette un’istruzione superiore insolita per l’epoca. La sua spinta attivista si consolidò nel 1840 quando, durante il viaggio di nozze a Londra per una conferenza anti-schiavista, le fu negato il diritto di parola in quanto donna.

Insieme a Lucretia Mott, organizzò la prima convenzione sui diritti delle donne. Qui redasse la Declaration of Sentiments, modellata sulla Dichiarazione d’Indipendenza, per reclamare l’uguaglianza civile e politica.
Dal 1851 formò una partnership storica ed amicale con Susan B. Anthony: Stanton era la scrittrice e stratega, Anthony l’organizzatrice instancabile.

Stanton fu una prolifica autrice, focalizzata sulla critica alle istituzioni patriarcali:

  • The Woman’s Bible (1895): La sua opera più controversa, in cui analizzò e criticò i passi biblici usati per giustificare la sottomissione femminile.
  • History of Woman Suffrage (1881-1922): Una monumentale opera in più volumi (scritta con Anthony e Matilda Joslyn Gage) che documenta le lotte del movimento suffragista.
  • Eighty Years and More (1898): La sua autobiografia, che offre uno spaccato della sua vita privata e pubblica.

A differenza di molti contemporanei, Stanton lottò anche per il diritto al divorzio, la proprietà privata per le donne sposate e la riforma dell’abbigliamento, rendendola una delle figure più d’avanguardia della sua epoca.

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