
Lo so che tutti i milanesi mi odieranno, io stessa lo faccio per la brevità del contenuto proposto. Ma, per una volta, essere concisa è necessario.
Descrivere Milano attraverso i suoi monumenti significa raccontare una città che intreccia spiritualità gotica, potenza rinascimentale ed eleganza borghese.
La città meneghina è da vedere e da vivere.
Il luogo a cui sarò sempre grata per aver dato un futuro a mio padre e dove ho studiato, merita davvero di essere esplorato a dovere. Senza troppi fronzoli.
Ecco i pilastri simbolici per descriverla, elencati in modo da poter seguire un itinerario semplice ma suggestivamente d’effetto.

Si inizia dal Duomo: L’anima verticale e infinita. Con oltre 3.400 statue e 135 guglie, la Cattedrale del Duomo rappresenta la tensione di Milano verso l’eccellenza.
Simbolo assoluto è la Madonnina, che dalla guglia più alta veglia sulla città, incarnandone il cuore spirituale.
Attraverso una meravigliosa passeggiata di una ventina di minuti eccoci al Castello Sforzesco: La forza del passato.
Questa maestosa fortezza rinascimentale, dimora dei Visconti e degli Sforza, racconta il volto nobile e militare di Milano. Oggi è un immenso polo culturale che ospita capolavori come la Pietà Rondinini di Michelangelo.
Da non dimenticare la Galleria Vittorio Emanuele II.
Definita il Salotto di Milano, questa struttura in ferro e vetro del XIX secolo collega Piazza Duomo a Piazza della Scala. Rappresenta l’eleganza, il lusso e la socialità tipica dei milanesi.
Per finire, Il tempio della cultura. Ossia il teatro alla Scala: Uno dei teatri d’opera più famosi al mondo, descrive Milano come capitale internazionale della musica e dell’arte.
Le radici storiche si perdono nella Basilica di Sant’Ambrogio, capolavoro del romanico lombardo e custodisce l’identità più antica e autentica della città, dedicata al suo santo patrono.

