Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”

Jurij Gagarin è stato il primo uomo nello spazio, e rappresenta un’icona del XX secolo che ha segnato l’inizio dell’era dei voli spaziali umani.
Nato a Klušino, in Russia, da una famiglia di umili origini (il padre era falegname e la madre contadina), lavorò inizialmente come operaio metalmeccanico prima di inseguire la passione per il volo, entrando nell’aviazione sovietica nel 1955 come collaudatore.
Nel 1960 venne scelto tra migliaia di candidati per far parte del primo gruppo di cosmonauti sovietici, grazie alla sua eccellente preparazione fisica e alla sua bassa statura, ideale per gli spazi ristretti della navicella.
Morì a soli 34 anni il 27 marzo 1968 in un incidente aereo durante un volo di addestramento su un caccia MiG-15.

Il 12 aprile 1961, a bordo della navicella Vostok 1, Gagarin orbitò attorno alla Terra per 108 minuti. Al suo ritorno, divenne un eroe nazionale e un ambasciatore globale dell’efficienza sovietica, viaggiando in tutto il mondo per promuovere il successo della missione.
Sebbene Gagarin sia ricordato per le sue azioni, ha lasciato una testimonianza scritta della sua esperienza, attraverso Il suo libro principale intitolato Non c’è nessun Dio quassù (titolo originale La via del cosmo), in cui racconta la sua vita e i dettagli della missione che lo ha reso celebre in tutto il mondo.

La morte di Jurij Gagarin, avvenuta il 27 marzo 1968 durante un volo di addestramento su un caccia MiG-15UTI, è stata per decenni oggetto di speculazioni a causa della segretezza del regime sovietico.
Secondo le rivelazioni fatte nel 2013 dal cosmonauta Aleksej Leonov, che faceva parte della commissione d’inchiesta, la causa reale fu un errore umano altrui.
Un altro jet (un Su-11) avrebbe volato troppo vicino al MiG di Gagarin, violando il piano di volo. La scia di turbolenza del secondo velivolo avrebbe fatto entrare l’aereo di Gagarin in vite, portandolo allo schianto a causa della scarsa quota e della fitta coltre di nubi.
Per anni, l’Unione Sovietica ha mantenuto una versione vaga, parlando di una “manovra improvvisa” per evitare un oggetto (come un pallone meteorologico o uno stormo di uccelli), che avrebbe causato lo stallo. Questo silenzio ha alimentato numerose teorie del complotto, tra cui il sabotaggio politico, un possibile stato di ebbrezza e la perdita di pressione.
Analizziamo brevemente le supposizioni.
– Sabotaggio politico
Vi era l’idea che il leader Leonid Brezhnev volesse eliminare Gagarin perché troppo popolare o critico verso il regime.
– Stato di ebbrezza
Diverse voci suggerivano che i piloti avessero bevuto prima del volo, ipotesi smentita dai test post-mortem.
Perdita di pressione:
– Perdita di pressione
Una teoria tecnica ipotizza che una valvola di ventilazione aperta abbia causato un’improvvisa ipossia, facendo perdere i sensi ai piloti durante una discesa troppo rapida.
Addirittura alcune leggende metropolitane sostengono che Gagarin sia sopravvissuto e sia stato rinchiuso in un ospedale psichiatrico o che abbia vissuto sotto falsa identità.
I resti di Gagarin e del suo istruttore Seryogin furono identificati ufficialmente e le loro ceneri sono sepolte nelle mura del Cremlino.

