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- Il sonnambulo più famoso del cinema.di Francesca Nicolò

Oltre cento anni d’età, eppure tanto attuale e inquietante.
Il gabinetto del dottor Caligari (1920) è un capolavoro del cinema espressionista tedesco, la cui trama ruota attorno al misterioso Dottor Caligari e al sonnambulo Cesare, che predice il futuro, scatenando omicidi e confusione tra realtà e follia, in una storia che, tramite le sue scenografie distorte e la narrazione a incastro, diventa una potente metafora sull’autorità, la manipolazione e la psiche, prefigurando gli orrori del nazismo.
La storia è narrata da Francis, che racconta a un anziano in un parco le vicende avvenute nel paese di Holstenwall. Alla fiera di paese arriva il Dottor Caligari con Cesare, un sonnambulo tenuto in una cassa, che, risvegliato, predice il futuro.
Un uomo viene avvertito della sua morte e poco dopo pugnalato; la fidanzata di Francis viene rapita da Cesare.La linea tra realtà e allucinazione si confonde, e il racconto si rivela essere un gioco di scatole cinesi, con un finale ambiguo che ribalta la narrazione, suggerendo che Francis stesso potrebbe essere il vero folle, e Caligari un direttore di manicomio.

Il film è emblematico per l’uso di scenografie deformate e dipinte (strade a zig-zag, case inclinate) che riflettono uno stato mentale alterato, creando un’atmosfera opprimente e inquietante.
Viene visto come una satira e una prefigurazione dell’autoritarismo prussiano e, tragicamente, del nascente nazismo, con Caligari che rappresenta il potere perverso e Cesare l’individuo passivo e manipolato. Esso rimane un’opera rivoluzionaria per la sua epoca, con un impatto psicologico forte, influenzando registi come Tim Burton e David Lynch e diventando un mito del cinema.
Esplora la follia, il sonnambulismo come metafora dell’accettazione passiva, il confine tra sogno e realtà, e il terrore psicologico.Mai come in questa produzione, il confine tra ciò che è vero e immaginato è stato tanto flebile.

- Il Capolavoro del cinema horror.di Francesca Nicolò

E’ straordinario notare come il cinema muto e successivamente quello degli anni 30, con mezzi estremamente limitati, abbiano regalato perle di rara bellezza.
Oggi tocchiamo il capolavoro assoluto.
Il film Dracula (1931), diretto da Tod Browning, è una pietra miliare del cinema horror e ha definito l’iconografia del vampiro nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto all’interpretazione magnetica e suggestiva di Bela Lugosi.
La storia segue le vicende dell’agente immobiliare Renfield (Dwight Frye) che si reca nei Carpazi, in Transilvania, per finalizzare la vendita di un’antica abbazia a Londra con il Conte Dracula. Giunto al castello, Renfield viene soggiogato e vampirizzato dal conte, diventandone il fedele servitore.
Dracula si imbarca per l’Inghilterra, portando con sé l’uomo, rinchiuso come passeggero folle. Una volta a Londra, il conte, presentandosi come un nobile affascinante e misterioso, inizia a mietere nuove vittime.
Le sue attenzioni si concentrano sulla giovane e bella Mina Seward e sull’amica Lucy Weston.

Di fronte ai misteriosi decessi e al progressivo deperimento di Mina, interviene il dottor Van Helsing (Edward Van Sloan), un esperto cacciatore di vampiri. Van Helsing riconosce immediatamente la natura soprannaturale della minaccia e si scontra con l’elegante ma diabolico conte. La lotta culmina nell’abbazia di Carfax, la nuova dimora di Dracula, dove Van Helsing, in un confronto finale, riesce a eliminare il vampiro, salvando Mina.
Il Dracula di Tod Browning è universalmente riconosciuto per aver stabilito lo standard visivo e narrativo dei film sui vampiri per decenni.

L’interpretazione di Bela Lugosi è leggendaria: con il suo forte accento ungherese, i modi gelidamente eleganti e lo sguardo penetrante, ha creato l’immagine archetipica del vampiro.Il film eccelle nella creazione di un’atmosfera gotica e suggestiva, sfruttando al meglio le scenografie e la fotografia in bianco e nero per evocare un senso di mistero e terrore.
Nonostante il suo status di classico, alcuni critici successivi hanno notato come il film, basato sull’adattamento teatrale di Broadway, risulti a volte statico e troppo verboso rispetto al dinamismo visivo del precedente Nosferatu (1922) di Murnau.La regia di Browning fu anche travagliata, con il direttore della fotografia Karl Freund che di fatto completò molte riprese.
In sintesi, più che per la trama avvincente (che segue fedelmente il romanzo di Bram Stoker e l’opera teatrale), il film è celebrato per il suo fascino oscuro e l’impatto culturale duraturo dell’interpretazione di Lugosi.
È un’opera fondamentale che ha dato il via al celebre ciclo dei “Mostri Universal”.

- Il più famoso e folle cacciatore di vampiri.di Francesca Nicolò

Il film Van Helsing del 2004, diretto da Stephen Sommers e interpretato da Hugh Jackman e Kate Beckinsale, è un’avventura fantasy-horror che mescola vari mostri classici dell’immaginario Universal in un unico, frenetico spettacolo visivo.
Ambientato verso la fine del XIX secolo, il film segue il protagonista, Gabriel Van Helsing, un cacciatore di mostri che lavora per il Vaticano. Dopo aver catturato Mr. Hyde a Parigi, viene inviato in Transilvania per aiutare gli ultimi membri della famiglia Valerious a sconfiggere il potente Conte Dracula (Richard Roxburgh), in modo da spezzare un’antica maledizione.Sul posto, Van Helsing incontra la coraggiosa principessa gitana Anna Valerious (Kate Beckinsale), l’ultima della sua stirpe. I due scoprono che Dracula ha stretto un’alleanza con il Mostro di Frankenstein (Shuler Hensley) nel tentativo di dare vita ai suoi innumerevoli figli vampiri non nati.
La trama si sviluppa in una serie di battaglie e inseguimenti che coinvolgono anche lupi mannari e le tre mogli vampire di Dracula.
Nel climax, Van Helsing, che si scopre essere un lupo mannaro a causa della maledizione di un suo antenato, combatte e uccide Draculatrasformato in un pipistrello gigante, ma Anna perde la vita durante il conflitto.

La critica ha avuto un’accoglienza mista, tendente al negativo.
Il film è stato elogiato principalmente per i suoi effetti speciali all’avanguardia per l’epoca e per l’azione in stile “videogame”, ma è stato spesso stroncato per la trama confusionaria e poco sviluppata.
L’aspetto visivo e gli effetti speciali sono stati considerati spettacolari e immersivi.La fusione di mostri classici (Dracula, il Mostro di Frankenstein, lupi mannari, Mr. Hyde) in un unico universo ha un certo fascino per gli appassionati del genere.
La sceneggiatura è stata criticata per essere caotica, illogica e soffocata dall’eccesso di azione. Il lavoro del regista Stephen Sommers (già noto per La Mummia) è stata descritta come frenetica ma priva di una solida base narrativa.Nel complesso, Van Helsing è spesso considerato un “guilty pleasure”: un’esperienza cinematografica divertente e ad alto contenuto di intrattenimento visivo, ma che non offre una storia profonda o coerente.

- Un Dracula tragico ed umano.di Francesca Nicolò

Dracula Untold (2014), diretto da Gary Shore e interpretato da Luke Evans nei panni del protagonista, offre una rivisitazione delle origini del Principe Vlad III di Valacchia, mescolando elementi storici con il mito del vampiro.
l film si concentra sulla figura storica di Vlad Tepes, un principe che ha conosciuto gli orrori della guerra sin da bambino, avendo militato nelle fila dell’Impero Ottomano come ostaggio per garantire la pace.
Divenuto sovrano di Valacchia, vive pacificamente con la moglie Mirena (Sarah Gadon) e il figlio Ingeras, finché la pace viene minacciata.

Il Sultano ottomano Mehmed II (Dominic Cooper) richiede 1.000 ragazzi, tra cui lo stesso figlio di Vlad, per formare il suo esercito di giannizzeri, lo stesso destino toccato a Vlad in gioventù. Per proteggere la sua famiglia e il suo popolo dalla schiacciante forza ottomana, Vlad è costretto a cercare un potere soprannaturale.
Si reca sul Monte Dente Rotto, dove si dice risieda un’antica e oscura entità (interpretata da Charles Dance), un vampiro maestro. Vlad stringe un patto con la creatura: otterrà la forza di cento uomini, la velocità di una stella cadente e il potere di trasformarsi in pipistrelli. Avrà questi poteri per tre giorni; se riuscirà a resistere alla tentazione di bere sangue umano in questo lasso di tempo, tornerà umano. In caso contrario, diventerà un vampiro per l’eternità.

Con i suoi nuovi poteri, Vlad sbaraglia l’esercito turco, ma la sua trasformazione lo allontana dalla sua gente, che inizia a temerlo come un mostro. La tragedia colpisce quando i turchi rapiscono suo figlio e uccidono Mirena. Disperato, Vlad cede definitivamente al richiamo del sangue, diventando il vampiro che conosciamo come Dracula, per vendicarsi e salvare suo figlio.
La critica ha accolto il film con reazioni contrastanti, mentre il pubblico ha mostrato un gradimento generalmente maggiore.
Il prodotto è apprezzato per la sua capacità di intrattenere, offrendo una storia d’azione e avventura con elementi fantastici e gotici.La performance di Luke Evans nel ruolo del protagonista è stata spesso elogiata per aver fornito un ritratto convincente e sfaccettato di Vlad/Dracula, un uomo che compie scelte terribili per amore della famiglia. A differenza delle rappresentazioni classiche del vampiro puramente malvagio, qui Dracula è dipinto in una luce più eroica, sebbene tragica.

I puristi del mito di Dracula tuttavia hanno criticato l’eccessiva “pulizia” del personaggio rispetto al raccapricciante Vlad l’Impalatore storico o al malvagio Conte del romanzo di Bram Stoker.
La trama, sebbene funzionale, non è considerata particolarmente originale e la regia di Gary Shore, pur essendo competente, è stata descritta come “senza infamia e senza lode” da alcuni recensori.
Dracula Untold è un fantasy dark che sacrifica parte dell’orrore gotico classico in favore di un’epica storia di origini, riuscendo a divertire lo spettatore non alla ricerca di un cinema impegnato.

- Il capolavoro dell’inquietudine più nera.di Francesca Nicolò

Nosferatu, il vampiro (titolo originale Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) è un film muto tedesco del 1922 diretto da F.W. Murnau, capolavoro dell’espressionismo tedesco e pietra miliare del cinema horror.
Sebbene sia un adattamento non autorizzato del romanzo Dracula di Bram Stoker, il film apporta diverse modifiche alla trama e ai nomi dei personaggi.
La storia segue le vicende di Thomas Hutter, un giovane agente immobiliare che vive nella città immaginaria di Wisborg.
Il suo datore di lavoro, Knock, lo invia nei remoti monti Carpazi per concludere un affare con un misterioso e solitario cliente: il conte Orlok.

Nonostante gli avvertimenti e la superstizione degli abitanti del luogo, Hutter raggiunge il castello. Lì incontra il sinistro nobiluomo che si mostra immediatamente interessato all’acquisto di una casa di fronte alla dimora di Hutter, e in particolare alla foto di sua moglie, Ellen. Durante la sua permanenza, Hutter scopre la vera natura di Orlok come vampiro (Nosferatu).
Hutter cerca disperatamente di fuggire dal castello e tornare a casa, mentre Orlok salpa per Wisborg, portando con sé una scia di morte.
Il vampiro viaggia in casse piene di terra contaminata dalla peste nera, che scatena un’epidemia in città non appena vi sbarca, mietendo numerose vittime e gettando gli abitanti nel panico.

Parallelamente, Ellen, la moglie di Hutter, avverte una connessione psichica con il vampiro. Apprende da antichi testi che l’unico modo per sconfiggere Nosferatu è che una donna dal cuore puro si sacrifichi, distraendo il vampiro con la sua bellezza fino all’alba.
Ellen decide di compiere questo gesto estremo. Invita Orlok nella sua camera e, mentre il vampiro si nutre del suo sangue, dimentica lo scorrere del tempo.
Al sorgere del sole, i raggi colpiscono Orlok, che svanisce in una nuvola di fumo, ponendo fine al suo regno del terrore. Ellen muore tra le braccia del marito, che ritorna giusto in tempo per vederla spirare.

Nosferatu, il vampiro è universalmente riconosciuto come un capolavoro artistico e stilistico. Nonostante sia un film muto di oltre un secolo fa, la sua potenza visiva e la sua atmosfera inquietante e gotica rimangono incredibilmente efficaci.
Oggi, è considerato un film imperdibile per gli appassionati del genere horror e del cinema in generale, capace di influenzare in modo duraturo l’immaginario collettivo sui vampiri e la tecnica cinematografica.
Nonostante un budget limitato e un ritmo che può sembrare lento agli spettatori moderni, il film eccelle nella creazione di un’esperienza visiva e atmosferica unica.
Moderno e innovativo, nonostante i secoli che pare non siano mai passati.

