C’è ancora domani: un inno alla resilienza e alla forza che solo una donna può sostenere

Sapevo che si sarebbe trattato di un film straordinario, ma non in questo modo.

Una storia che penetra nelle viscere dell’animo umano e scuote come uno schiaffo le coscienze.

Che invita a riflettere a quanti silenzi obbedienti, a quanti compromessi e quante botte molte donne siano state costrette.
Donne di una forza immensa che spesso la storia ha relegato al più totale anonimato che hanno dimostrato che ogni diritto acquisito vale tutte le angherie subite.

Che vale le umiliazioni, le derisioni dell’essere diverso, il sovversivo: ma come diceva mio nonno, parafrasando Emmeline Pankurst “Ricorda: meglio una donna ribelle che una schiava”.

Questo lungometraggio è uno spaccato di storia di una madre di famiglia, simile a tantissime altre del dopoguerra, apparentemente dimessa e sottomessa ad un marito ubriacone e manesco, che si fa portavoce di un grido di rivolta che mai l’Italia aveva visto.

Delia, il nome della protagonista, si snoda, stanca e curva dalla fatica, tra mille difficoltà e incombenze, subendo in silenzio insulti di marito e suocero, ebeti e pallidi esempi di come il maschio alfa debba comandare in casa.

Una casa dove sono tollerate le botte per “raddrizzare” il carattere di una moglie che esprime semplicemente la sua opinione e dove un semplice piatto rotto diventa motivo di denigrazione meschina e umiliante.

Tuttavia esiste la speranza di poter uscire dall’incubo e dal retaggio devastante a cui la cultura maschile e misogina ci ha condannato: questa speranza si chiama istruzione e diritto di voto.

Diritto di parola, diritto ad esprimere e ad essere ciò che siamo nel profondo del cuore.

Donne e fiere di esserlo in quanto tali.

Madri, figlie e sorelle che lotteranno sempre affinché nessuna donna possa dirsi prigioniera di qualcosa che non ha scelto e avere in ogni momento il diritto di dire basta, a qualunque cosa non la faccia sentire bene.

“Una donna che pensa non sarà mai dietro ad un uomo, ma sempre al suo fianco per non essere compagna di vita e non serva”

Questo dovrebbe essere impresso nelle coscienze di vuole le donne perfette ma silenziose, presenti ma non invadenti, semplici ma non dimesse.

Siamo e lotteremo per essere donne libere, non schiave e mercé dell’altro sesso.

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