
E’ una costruzione articolata, di pianta rettangolare, che si trova nella campagna del paese. Costruita, con ogni probabilità, nella seconda metà del 1800 come dimora di campagna e centro agricolo per la pastorizia. Uno dei lati lunghi, rivolti verso Oppido, con qualche ornamento in rilievo, rappresenta la facciata principale. Al pian terreno, nell’estremità sinistra, vi è la porta della stalla. Il primo piano presenta una facciata con due finestre. Sopra la parte sinistra vi è il solaio, abbastanza imponente, con il caratteristico tetto a capanna. Nella sua parte centrale è visibile un rosone cieco, molto particolare.

Esso è formato da una rosa interna, delimitata, di quattordici mattoni, intorno al quale si forma un secondo cerchio di altri quattordici mattoni, delimitati a loro volta da altri mattoni. Un’armonia piacevole e una policromia di pregevole fattura che sicuramente è indice di una masseria di agiate condizioni. Uno sperone immediatamente a destra del portale ed un secondo sperone di rinforzo indicano una messa in sicurezza dell’edificio stesso, purtroppo danneggiato a seguito del violentissimo terremoto dell’Irpinia e della Lucania. Il desiderio di dare importanza al lato della dimora rivolta verso il paese deve aver spinto il mastro ad innalzare di poco la struttura.

Nella parte posteriore dell’edificio, troviamo una porta sulla cui sommità sono incise delle lettere. Non sembra che esse indichino la data di costruzione dell’edificio stesso. Sembra vi siano incise semplicemente delle lettere: forse nomi dei proprietari della dimora che si sono avvicendati nei decenni. Sopra questa architrave si trova un piccolo occhio di mattoni, tamponato.

Sullo stesso lato si trova anche una piccola finestrina con elementi decorativi. Semplici, ma che danno alla struttura un’armonia significativa e particolare rispetto alle comuni case di campagna.

In prossimità dello stesso edificio si trova un corpo aggiunto, di cui rimane una parete e qualche frammento. Su di essa vi sono vari interrogativi. Si ipotizza una stalla più grande o una piccola chiesetta di campagna, abbastanza comune da trovare nelle campagne lucane.

Ad oggi, una buona parte della struttura è in rovina e solo attraverso le vecchie foto è possibile risalire a quello che poteva essere in origine. E’ meraviglioso anche solo immaginare alla vita che gravitava attorno questo edificio. Caratterizzata dal lavoro nei campi e tra gli animali. Cullata in una realtà semplice ma operosa. Un luogo a me molto caro, in quanto era la casa di campagna in cui mio padre ha trascorso la sua infanzia.
Dove spesso tornava a visitare l’esterno ricordando le tante vicende di ragazzo assieme agli amici e ai suoi amati animali.
Dove riposa la memoria di un tempo che è stato e che merita di essere ricordato.


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