
Oggi voglio provare a raccontare di un edificio che, ad oggi non esiste più e di cui ho trovato traccia nei vecchi libri di mio padre. Proseguendo per la via dell’Annunziata si trovavano le rovine della Chiesa di San Nicola. Costruita su un piccolo sperone, le sue misure erano circa 15x8m. L’ingresso era rivolto verso il paese e della struttura erano pervenute solo le mura fino al tetto. L’entrata era di forma goticizzante, con un’apertura più piccola sul lato ovest. Tutte ultime foto disponibili hanno circa 50 anni, ma sono le uniche testimonianze di ciò che era rimasto dell’edificio.

L’abside aveva una forma monofora, eretta con notevole cura sia interna ed esterna. Sia il portale d’ingresso che quello laterale sono stati costruiti con pietre squadrate mentre il resto della struttura è di pietre appena abbozzate. Nel complesso si trattava di edificio semplice, al cui interno probabilmente si trovava qualche affresco andato purtroppo perduto. La Chiesa era stata oggetto di attenzione di R. Santoro Taglianetti nell’articolo La Chiesa di San Nicola in Oppido Lucano, contenuta all’interno del volume Studi Lucani e Meridionali. Lo studioso ipotizzava che la struttura fosse stata costruita attorno al quattrocento. Non era una Chiesa di dimensioni imponenti, ma sicuramente era una delle prime ad essere costruite nel paese.

Purtroppo, nel 1973, la Chiesa andò praticamente distrutta a causa di un incendio vandalico. Purtroppo non ne sapremo mai la sua pianta esatta, ma sicuramente le foto rimaste rappresentano una traccia eterna di passato da custodire.

Un passato che nulla può contro nessuna rovina o atto vandalico: la memoria sa essere sempre più forte.
Forte perché coraggiosa, forte perché eterna e impressa nel cuore.

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