
Oggi vorrei soffermarmi sui piccoli tesori nascosti nel paese. Spesso luoghi in cui si passa quasi senza pensarci, ma che possono regalare perle di storia e racconti di un tempo che fu. Poco prima di giungere alla Chiesa Madre, sulla sinistra, vi è un cortile chiuso con alcuni particolari assolutamente interessanti. Si può notare una balconata particolarmente ricca in ghisa. Elegante, raffinata e ricca di fascino.
Si tratta dell’androne della residenza di vico Cervellino III. E’ una abitazione privata che colpisce per la ricchezza degli ornamenti e pregio delle finiture.

Due figure, una maschile ed una femminile, entrambe con un braccio alzato reggente un gambo di acanto mentre l’altro regge un bastone. Nel mezzo un interessante ed elaborato dettaglio decorativo, sempre riconducibile alla pianta di acanto. Questo tipo di raffigurazione, è stata notata anche in alcune abitazioni a Caltagirone.
Da alcuni studi infatti, l’artigiano di questa balconata operò anche in Sicilia e questo crea un parallelismo interessante tra le regioni: a prova del fatto la Basilicata fu sempre un centro attivo di creatività.
Sempre percorrendo la strada della chiesa madre troviamo uno dei portoni più interessanti del paese. Quello del palazzo De Angelis, oggi Lancieri. Le foto ritrovate risalgono al 1963, quando ancora era inserito in una struttura di pietre a vista.


Il restauro fatto ha aggiunto un cancello in ferro battuto, finemente decorato che si sposa in perfetta armonia con il portale di ingresso. Ne ha sicuramente esaltato la finezza e messo in risalto i fregi presenti all’interno della struttura. E ‘interessante notare come l’arco sia testimone di un passato e di un presente che si fondono assieme, quasi come se il limite temporale sia solo un’illusione.

All’interno dei riquadri, troviamo un singolo elemento decorativo che viene alternato in una armonia architettonica pregiata e sinuosa
I freghi utilizzati sono
- Un bocciolo a quattro petali
- Un ciuffo di foglie stilizzate, con o senza vaso,
- Quattro fasce verticali a rilievo
- Un fiore con dieci petali
La chiave dell’arco ha una doppia voluta, con foglie e fiori stilizzati.
Sopra della struttura si trova lo stemma. Esso si compone di una figura alata, raffigurata di prospetto, con la gamba destra ripiegata sulla sinistra, la cui mano sul fianco sembra reggere il mantello che copre la parte centrale del corpo. Sostiene con la mano alzata una lancia.
Sotto di questa figura troviamo tre stelle a sette raggi: con buona probabilità lo stemma della famiglia De Angelis.

Trovo sia meraviglioso descrivere queste antiche dimore, in quanto tesoro di ricordi e memoria eterna della bellezza di un paese. Giustamente la nostra attenzione si concentra spesso sui monumenti “ufficiali”, ma è bene ricordare che la storia è fatta anche di persone, di storie di tutti i giorni e di racconti di vita.
E queste sono le nostre radici, senza cui possiamo poggiare le basi di qualsiasi studio.
