
Martedì 14 Maggio ho assistito, presso il teatro di Varese, allo spettacolo Via Crux.
Un monologo interpretato dal conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani, e diretto da Paolo Ruffini. Occasione preziosa per tante riflessioni e pensieri troppo spesso considerati scomodi.
Lo speaker è, da anni, voce, assieme a David Parenzo, di una delle più seguite rubriche radiofoniche dove vengono affrontate diverse tematiche attuali, commentate spesso insieme ai diretti interessati in qualità di ospiti.

Sul palco, il discorso dissacrante che sbugiarda ipocrisia e perbenismi. Irriverente, politicamente scorretto ma vero, genuino e sincero.
Cruciani tiene il palco per due ore e mezza elencando, dettagliatamente, le principali ipocrisie di cui è intrisa la società. Con coraggio, impegno e dedizione. Una pubblica e doverosa condanna delle contraddizioni italiane.
Si inizia con politically correct: forse una delle barbarie peggiori della nostra società. L’emblema di come gli specchietti per le allodole dei bei discorsi sul benessere dell’umanità siano quanto di più dannoso se costruiti sull’inutile e sulle piccolezze.
Si sistema il ridicolo per nascondere il marcio che dimora sotto il tappeto dove il buonsenso viene costantemente stuprato e offeso.
Il progresso e l’uguaglianza si dovrebbero basare su empatia e rispetto. Tuttavia ecco che arrivano, prepotenti, i nuovi trend. Mode che raccontano di un mondo dove tutti sono uguali e dove ogni diversità è ben accetta, anche quando è incomprensibile alla stessa logica umana.
Ad esempio, la CBO che elimina dal palinsesto Via col Vento. Secondo il colosso americano, il film è emblema dello schiavismo che imperversava in America durante gli anni della guerra di secessione.
Peccato per questi magister del politicamente corretto che il film permise a Hattie McDaniel di vincere il premio oscar come miglior attrice non protagonista: la prima afroamericana.
Sulla base di questo pensiero, a mio modestissimo parere, dovremmo abolire lo studio degli egizi, del popolo ellenico e romano: Cassandra, figlia di Priamo, fu la schiava di Agamennone. Lo schiavismo, per quanto pratica barbara ed empia, è stato adoperato per secoli.
Conoscerne i vari aspetti è assolutamente doveroso e necessario.

Quanto può essere fastidioso?
Si continua poi con la classificazione dei generi. Alcune correnti di pensiero vogliono che non si adoperino più i pronomi maschili e femminili, ma neutri.
Classificando in modo becero ogni possibile forma d’essere, togliendo, a conti fatti la libertà di espressione. Relegare ad avere un bagno per ogni diversità generata dalla mente umana o trovare continuamente nuove denominazioni per ogni nuova forma di orientamento sessuale non è un classificazione?
E la liberà di esser lontani da questi precetti esattamente dove si colloca?
Io sono ciò che la mia anima mi detta, a seconda degli eventi e delle varie fasi della vita.
Pensiamoci: incanalare un genere non è, già di per sé, costrizione?
Non è meglio invece che ognuno sia libero di esprimersi in ogni forma e in ogni dove senza sentire per forza di appartenere ad un determinato gruppo.
Aboliamo le razze ma creiamo delle pseudo etnie sessuali: un paradosso grottesco.
Ma, soprattutto, è davvero questo che potrebbe fermare la discriminazione?
Non ci saranno più offese verso la comunità LGBT quando avremo anche i bagni no gender? Quanto veramente è stato fatto nel concreto affinché ogni essere umano possa definirsi libero? O è dunque meglio parlare di futilità senza scendere nel concreto?
O forse dovremmo porre in essere una vera educazione civica basata sul rispetto e libertà reciproca? Educazione capillare e obbligatoria fin dalla tenera età.
Io, personalmente, guardo l’anima della persona: sia essa uomo, donna o trans.
La bellezza di un’animo oltrepassa tutto e, per me, non mi interessa chi condivide con me un bagno pubblico.
Gli attributi sessuali sono davvero poca cosa in confronto al rispetto che tutta la società dovrebbe portare per le mille sfaccettature umane.

Anche per il femminismo, l’attenzione viene concentrata sulla forma e mai veramente sulla sostanza. Vengono fatte, a gran voce, campagne contro il cat calling ma, di fatto l’Italia è fanalino di coda in Europa per il divario di stipendio tra uomo e donna.
Non è un nome declinato al femminile a dare parità, ma quanto poco sia ascoltata davvero la voce di una donna. Ci concentriamo sulle favole vedendo in Biancaneve una colf dei sette nani e una vittima di abuso per il bacio del principe ma non ci concentriamo mai sul vero scopo della lotta femminista.
Quanto poco è stato fatto affinché essere madre o decidere di non esserlo siano beatamente fatti delle donne?
Adinolfi si scandalizza per la prostituzione, definendola offensiva per le donne ma poi è lo stesso che parla di aborto come peccato mortale. In ogni caso, alcune ideologie degli ultimi anni sono quanto di più dannoso si possa fare nei confronti delle donne stesse.
Si fanno battaglie sul clima, ma poi personaggi come Greta Thunberg fanno comunque giri in barca a vela usando cellulare e social, a furor di notorietà e di lauti guadagni.
I soldi non inquinano, mai.
Gli attivisti di ultima generazione bloccano strade e imbrattano opere per protestare ma, a conti fatti, è mera opposizione senza un piano e una struttura.
In fondo è più facile paralizzare il traffico che studiare a fondo il cambiamento climatico: non porta alla notorietà e ad esser personaggi pubblici.
Si grida e ci si indigna per qualsiasi cosa ed è tutto una corsa al capire cosa sia assolutamente più giusto per tutti senza contare la diversa di ognuno.
Si protesta senza un piano.
Ci si indigna di un femminicidio ma quanto viene fatto, in concreto, per aiutare ed educare alla non violenza?
La protesta è diritto sacrosanto e inviolabile, e per questo merita profondo rispetto.
E, ne sono fermamente convinta, chi accusa Cruciani di essere omofobo, misogino e razzista non ha capito nulla di lui o nemmeno ha mai ascoltato le sue parole.

Potremmo stare a disquisire ore sui modi non sempre pacati, sulle parolacce e su tante altre cazzate. Ma, a dire il vero, lo scandalo sulla quisquilia è la normalità dei nostri tempi.
Ma la bellezza sta anche nella veemenza con cui le idee prendono forza. Incazzarsi per qualcosa è segnale che tieni particolarmente.
La verità è Cruciani è odiato perché riesce a dire ciò che molti non hanno il coraggio di esprimere ma pensano.
Ci vuole resilienza ad opporsi a ciò che la maggioranza crede sia giusto, soprattutto quando viviamo in un mondo ipocrita.
Far cadere la maschera del perbenismo è pesante, esattamente come nel girone dantesco dove gli ipocriti avevano un pesante mantello dorato bellissimo all’esterno ma piombato nella fodera.
E noi viviamo in un girone dantesco: costretti ad non contestare nessuno dei dictat del politicamente corretto, ma oppressi nell’anima da una dittatura che mascherata come bene supremo.
Anche questo è fascismo.


Un argomento sempre attuale ed estremamente interessante. Complimenti per come lo hai trattato e il coinvolgimento che trasmette
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grazie di cuore!!!
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