
Nella città lucana è fortemente sentito il culto del santo di Padova. La festa inizia il 12 Giugno, giorno di festeggiamento canonico del santo, quando la statua viene estratta dall’altare a lui dedicato allocato presso il convento poco fuori del paese.
Il processo avviene in modo meticoloso e scrupoloso in quanto la statua è oggetto prezioso e fragile. Non solo: rappresenta l’essenza stessa dell’anima di un paese.



Essa non è da sola, ma accompagnata da quelle di San Michele e San Francesco. Tutte e tre le statue vengono portate nel centro del paese con una sentita fiaccolata. Per l’occasione il paese è addobbato a festa e sono da sempre proposti spettacoli musicali e pirotecnici.
Sant’Antonio è riconoscibile da un baldacchino dorato e riccamente decorato. Sopra di esso, una colomba sovrasta: simbolo dello Santo che scende in mezzo agli uomini.

Non solo ad Oppido questa figura e la sua venerazione sono particolarmente sentiti.
Per quale motivo in tanti paesi italiani è così diffuso il culto del santo di Padova?
Oltre a essere menzionato tra i Dottori della Chiesa, in quanto teologo e predicatore, Sant’Antonio è anche ricordato molto anche per i suoi miracoli, che lo hanno reso protettore dei poveri, degli affamati e degli oggetti smarriti.

Una delle più belle testimonianze legate al santo è questa.
A Ferrara una famiglia è minacciata dal sospetto nato dalla gelosia: un padre non vuole nemmeno toccare il figlio nato da pochi giorni perché crede che sia frutto di un tradimento della moglie.
Antonio prende allora in braccio il neonato e gli dice:
Ti scongiuro in nome di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nato da Maria vergine, di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre.
Il bambino, fissando negli occhi il genitore, visto che non può muovere le mani, legate dalle fasce, dice: “Ecco, questo è mio padre!”.
E rivolgendosi all’uomo il Santo aggiunge:
Prendi tuo figlio, e ama tua moglie, che è intemerata e merita tutta la tua riconoscenza.

In questo senso la figura di Antonio rappresenta un culto molto sentito nelle popolazioni, in particolar modo quelle contadine, in quanto figura a cui raccomandare preghiere e intenti.
Le difficoltà della vita stessa erano molteplici e Sant’Antonio rappresentava un faro di luce in tanti accadimenti che purtroppo erano parte della vita dei campi.
Basti pensare quanto gli eventi atmosferici che potevano decretare l’andamento positivo o meno di un raccolto. Spesso una carestia era sentenza di fame e morte per una famiglia intera.
L’ esistenza, soprattutto quella dei più giovani, era spesso in balia di malattie infettive. Precaria e senza un futuro certo.

E’ importante, quindi ricordare e conoscere queste tradizioni che rappresentavano l’essenza stessa di un paese e il suo ossigeno in tante avversità.
Il loro ricordo dovrebbe essere il fulcro di ogni innovazione: i nostri piedi su cui poggiare un futuro fatto di consapevolezza e rispetto.
E senza piedi solidi, nessun progresso può definirsi tale.
