Le Notti delle Streghe.

Si è tenuto mercoledì 5 il primo dei tanti appuntamenti della rassegna “Le Notti delle Streghe” curata da “La Varese Nascosta”, cuore pulsante e vivo della memoria e cultura varesina, e da Ecorun.

Presso il MIV di Varese è stata proposta la proiezione del film del 2019: “L’Esorcismo, ultimo atto” con Russel Crowe. Una serata dove cinema, tradizione e storia si sono fuse assieme in modo perfetto.

Prima dell’ inizio del film si è svolto un interessante e vivace dibattito con la presenza di alcuni esperti.

Nell’ ordine:

Andrea Menegotto

Professore universitario già noto per le sue straordinarie e capillari indagini sui processi alle streghe di Venegono, che rappresenta il caso “guida” per tutti i processi di stregoneria tenutisi in quell’epoca. Ha introdotto la serata con alcuni, interessanti, aneddoti riguardanti le pratiche messe in atto durante l’inquisizione e di come abbiano maggiormente danneggiato le donne. Accusate di essere “strane” agli occhi della gente. Pagando con la vita il loro diritto ad essere libere. In questo caso, ricordare tanto orrore è quanto mai necessario e doveroso: non solo per un prezioso tributo alla memoria, ma anche perché non esistano più inquisizioni di ogni sorta contro le persone “fuori” dagli schemi.

Sabrina Sozzano

Criminologa che analizzato come spesso il confine tra possessione demoniaca e disturbi psichiatri sia abbastanza flebile. Nella figura degli esorcisti l’opinione comune è solitamente intenda ad affibbiare un alone polverosamente antico e superstizioso. In realtà, si tratta di figure preparate e competenti sia in ambito medico che psicologico con grande attenzione anche ad eventuali patologie. La possessione non è un fatto comune e prima che si proceda con qualsiasi azione per scacciare il demonio è bene essere certi che non vi siano altre problematiche di differente sorta.

Andrea Lanza

Giornalista cinematografico, ha presentato il film e ne ha rivelato alcuni interessanti dettagli: ovviamente senza precludere eventuali sorprese finali. Nella sua premessa ha spiegato alcune vicissitudini legate al film, bloccato nel 2019 in quanto prodotto Miramax: casa di produzione del controverso Harvey Weinstein, a quel tempo impegnata con lo scandalo delle violenze ai danni di moltissime donne.

Il tutto moderato dalla sempre splendida e poliedrica artista multimodale Nicoletta Magnani. Voce di tanti eventi e rassegne legati al territorio e non solo, ha saputo moderare incuriosendo il pubblico e creando la giusta aspettativa verso il film proposto in proiezione.

La trama del film si svolge durante le riprese di un film dove viene narrato un esorcismo. Il ruolo del protagonista è affidato a Russel Crowe, di indiscussa bravura e carisma, che intrepreta un attore problematico e fragile alle prese con il ruolo di un prete esorcista.

Inizialmente entusiasta, ritenendo questo ruolo una rinascita per la carriera in discesa e segnata dagli abusi di alcool e droghe, si ritroverà sopraffatto da questa complicata interpretazione. Nonostante la presenza costante e premurosa di della figlia Lee che lo accudisce e si preoccupa per lui.

La parte si rivelerà tutt’altro che facile ed eventi inquietanti accompagneranno le riprese. Non ultimo, presenze inquietanti e sinistre. L’epilogo è abbastanza scontato, e sicuramente non brilla per inventiva. Tuttavia Russel Crowe è sempre straordinario e vibrante in ogni sfaccettatura dei suoi personaggi. Rende intrinsecamente umano ciò che interpreta.

Un personaggio che si staglia gigante in mezzo a personaggi abbastanza banali e scontati.

Tuttavia, lo ritengo un prodotto da vedere. Per riconoscere e trovare le mille evoluzioni che spesso il male si porta dietro.

Il protagonista infatti era già individuo soggetto a tante fragilità.

E, come spesso accade, il malvagio è abile nell’insinuarsi nelle pieghe scomode dell’anima.

Devastando quanto già precariamente in equilibrio.

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