Tra le Righe dell’Adozione

Giovedì 6 Giugno si è tenuta una interessante diretta Facebook sul canale YouTube Punto Adozione. Un punto di incontro dove condividere esperienze di adozione, creando una rete di esperienza e supporto. Spesso le famiglie e le persone coinvolte necessitano di confronto ed ascoltare le testimonianze è sempre umanamente appagante.

Maribella di Vita e Alessandra Pritie Maria Barzaghi hanno dialogato con la straordinaria autrice Antonella Pieri. Una donna che, attraverso le sue opere, ha raccontato meravigliose storie legate al mondo dell’adozione. Lei stessa ha adottato due splendide bambine, ora donne, dall’India più remota, vivendo in prima persona le tante emozioni che attraversano l’anima.

Due sono i libri creati.

📙“Io… sono stata amata” è un viaggio nell’India più profonda, nel segno dell’amore tra madre e figlia alla scoperta delle radici di quest’ultima. Una meravigliosa avventura che è prima di tutto un viaggio dentro l’anima. Spesso i ragazzi adottati non conosco la realtà in cui sono nati e questo percorso serve a fare pace con il proprio cuore. Le sensazioni che si provano sono inspiegabili e incomprensibili a molti di noi, ma meritano di essere conosciute.

📘“Il lato amaro dello zucchero” è la storia di una coraggiosa Denali e della sua immensa forza. Una sfida di cui è capace solo una madre. Sullo sfondo tanti drammi che attraversano anima e corpo della protagonista, con un finale che sa di speranza e di tanto amore. Potente e prezioso.

Questi due racconti sfidano le percezioni comuni e invitano a riflessioni profonde. Sono risorse preziose per chiunque sia coinvolto nell’adozione e offrono una narrazione sincera e toccante che aiuta a comprendere meglio le esperienze e i sentimenti di figli adottivi, di genitori adottivi e di genitori di nascita.

Punto.Adozione.

Sono stati toccati numerosi argomenti, partendo dagli spunti che i libri hanno fornito. Il primo, Io Sono Stata Amata, rappresenta una sorta di diario di viaggio dentro le origini della protagonista. Accompagnata dalla madre, scoprirà le sue radici e l’India. Un paese tra i più magici e straordinari al mondo. Caratterizzato da una storia affascinante e da colori meravigliosi, ma pieno di contraddizioni di ogni sorta. Misterioso, enigmatico e così profondamente intimo nell’introspezione dell’anima. La cultura indiana guarda nel profondo dell’anima in modo vorticoso e sconvolgente.

Si sono fatte alcune considerazioni a partire dalla stessa vita: nascere donna in India equivale ad una sciagura. Molto spesso si ricorre all’aborto una volta conosciuto il sesso. Soprattutto nelle zone rurali, dove la sopravvivenza è sempre caratterizzata da un altalena precaria. Mangiare tutti i giorni per molti indiani è un lusso.

Il sesso femminile è spesso visto come uno soggetto all’egemonia maschile, soprattutto nelle zone rurali. Basti pensare che,nei secoli passati, le vedove erano tenute a non sopravvivere al marito e pertanto si procuravano la morte poco dopo la dipartita del coniuge. La strada verso la parità di genere è un cammino ancora tutto in salita.

Anche se è bene ribadire che molte donne indiane si sono contraddistinte per la loro determinazione e lotta alla parità e all’uguaglianza sociale: Indira e Sonja Gandhi, solo per citare gli esempi più conosciuti.

Eppure non esiste un bambino che non sia sorridente e regali raggi di luce ai tanti turisti che affollano il paese. Ad ogni nuovo nato viene dato un nome che lo caratterizzerà tutta la vita. Anche le figlie della stessa autrice hanno nomi davvero emblematici. Quasi al pari di un titolo nobiliare, tatuato nell’anima. Se vogliamo anche una sorta di auguro per l’avvenire che si prospetta alla nuova vita.

Il Lato Amaro dello zucchero è un canto profondo alla speranza, che commuove e non lascia indifferenti. Molto spesso, dietro ad ogni abbandono, vi è una storia devastante e forse anche difficile da immaginare. E questo libro restituisce la dignità a questa pratica, che non è sempre frutto di una noncuranza.

Anzi: è una dichiarazione d’amore, tra le più potenti.

Per vedere tutto l’evento e approfondire i temi trattati vi invito ad andare al seguente link:

https://www.facebook.com/share/p/MyZfodQSu9QKikgg/

E’ stata una serata intensa e straordinaria, per la molteplicità dei temi trattati. Tutti gli argomenti sono stati condivisi con estrema delicatezza, sensibilità e competenza.

E’ stato aperto un mondo attraverso una testimonianza. Una realtà da conoscere e apprezzare.

Concludo con la riflessione di Alessandra Barzaghi, una delle fondatrici di questo incredibile progetto. A lei lascio la parola, ringraziando lei e Maribella per il profondo impegno.

L’adozione è uno degli atti più grandi d’amore” è un concetto antico e fuorviante. Noi persone adottate preferiamo dire che l’adozione è un dono reciproco. I genitori adottivi non potrebbero diventare tali senza un bambino che lascia tutto il suo mondo per colmare il loro vuoto. La stragrande maggioranza di chi adotta lo fa perché non può generare figli, spesso dopo vari tentativi di procreazione medicalmente assistita. L’adozione non è semplicemente un atto di pura generosità verso il bambino; siamo ancora lontani da questo intento nobile. E d’altra parte, non ha senso parlare di salvezza né verso il bambino, né reciproca tra adottanti e adottato, perché adottare non è l’atto conclusivo di due drammi, ma è partire dall’evento adozione per costruire insieme una nuova storia condivisa. L’adozione offre a entrambi, genitori e figlio, un’opportunità di crescita umana, con la possibilità di instaurare una relazione profonda e significativa che duri tutta la vita.

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