
Oppido ha dato i natali ad una figura di straordinaria importanza nel panorama musicale normanno.
Si tratta di Giovanni da Oppido, noto anche come Obadiah il Proselito.
Secondo le testimonianza dell’epoca vide la luce presso il castello del paese, insieme a un fratello gemello, Ruggero. Apparteneva a una importantissima famiglia normanna, I Dregont Quarrell, tra altro principi di Capua e conti di Acerenza e Lavello.

La formazione del giovane rampollo normanno avvenne in Lucania, presso vari monasteri, dove ricevette la preparazione musicale fondamentale per la sua formazione. È considerato, attualmente, l’autore del più antico manoscritto di musica ebraica ed il primo compositore a trascrivere i canti della tradizione ebraica nella notazione musicale gregoriana.

La sua figura è oggetto di studi, da diverso tempo, del professor Norman Golb, professore di storia ebraica all’Università di Chicago. Musicista poliedrico, sensibile e dalla personalità complessa la cui vita e il suo peregrinare sono tutt’ora quasi completamente ignoti.
Nello specifico la sua fama è dovuta alla trasposizione musicale di tre melodie sinagogali
I dati biografici sono ricostruibili sulla base delle sue memorie, Megillat Ovadiah, purtroppo pervenuto a noi non in forma completa.


Si convertì all’ebraismo nella tarda estate del 1102. Quasi sicuramente fu determinante la conversione, a sua volta, dell’arcivescovo barese Andrea, avvenuta qualche decennio prima.
Onde evitare le persecuzioni, riparò in Medio Oriente per evitare le persecuzioni. La sua prima tappa fu Antiochia e poi ad Aleppo. Successivamente dimorò a Baghdad, Damasco e Tiro. Non senza difficoltà: rischiò la morte per sospetto spionaggio.
Sulla morte del compositore non si hanno informazioni. La dipartita è avvolta nel mistero e oggetto anche di molteplici leggende.
La città di Oppido ha dedicato al poeta un teatro e un convegno nel 2004. E’ importante rimarcare la notevole presenza ebraica nella Lucania normanna: soprattutto a Melfi e Canosa.
Infatti in quest’ultima città sono presenti catacombe con ebrei e cristiani sepolti assieme: un unicum davvero straordinario nella storia delle due religioni monoteiste.


Una personalità straordinaria, la cui poliedricità e arte sono da secoli ricordati.
Tesoro prezioso di bellezza e immortalità dell’arte.

