
Come per i precedenti libri, non è mia intenzione fare storia, ma proporre storie, fatti di cronaca locale spesso trascurati dalla grande storiografia.
gino mennuni
In fondo ci riguardano molto da vicino.
Perché dimenticarli?
Eccoci arrivati l’ultimo capitolo della trilogia dei libri dell’artista oppidese Gino Mennuni dedicati alla storia della cittadina lucana.
In questo volume troviamo alcune vicende legate ai fatti avvenuti tra il 1806 e il 1945.
La narrazione inizia con le dimissioni del sindaco Caronna, appartenente ad una delle famiglie più potenti e ricche del comune, di cui non si conoscono i motivi precisi e dettagliati.
Lo sostituirà Niccola Parente. Nel mentre, il 1900 è un’epoca di grandi cambiamenti per la Basilicata. La visita dell’allora presidente del consiglio Zanardelli e la creazione di una legge speciale per la Basilicata. Essa istituiva una cassa di credito agrario con sede nella città di Potenza.

Nel 1905 gli emigranti lucani che presero la penosa via dell’esilio furono 17.009 e cioè circa il tre e mezzo per cento della popolazione.
1905. gerardo pilato e la lapide scomparsa
Anche in questo libro viene narrato il dramma dell’emigrazione dei figli di Lucania, come se essa fosse una costola portante della realtà. Verità assoluta e imprescindibile.
Una realtà assolutamente importante ed analizzata era la precarietà della stessa esistenza. La mortalità infantile era tra i valori più elevati della penisola. Ulteriore prova che erano necessarie adeguate operazioni di ammodernamento.
Caronna fece di tutto per migliorare la situazione ma poté ben poco. Quelli anni erano anni tumultuosi e frenetici. Rivolte, sommosse e scorribande non facevano altro che spingere gli abitanti a cercare luoghi più sicuri.

Il fascismo e la sciagurata marcia su Roma sembrò occasione di speranza. Questo totalitarismo, che si faceva portavoce del malcontento popolare, aveva terreno fertile per seminare le sue ideologie.
Oppido non poteva agire diversamente da altri paesi.

Mennuni si dimostra uno scrittore di storia coinvolgente e dinamico. I suoi racconti sono assolutamente vivaci ed immersivi. Viviamo la storia del paese e ne diventiamo parte.
E si conclude questa trilogia di cui ringrazio la moglie dell’autore, che mi ha fatto dono di queste perle. Opere che mi hanno permesso di conoscere ancora di più il paese del mio papà. Per averlo ancora un pò vicino a me, anche se in modo diverso da come avrei voluto.

Se volete leggere le prime due opere trovate gli articoli ai link sottostanti.
