
Una perla da scoprire nella città di Varese è Villa Toeplitz.
Suggestiva, elegante e scenografia a due passi dal Sacro Monte nel quartiere sant’Ambrogio. Incastro perfetto di una cornice raffinata come quella della città giardino.


Essa prende il nome dal suo proprietario, il banchiere di origine polacca e finanziatore Giuseppe Toeplitz, che la acquistò nel 1927 dalla famiglia tedesca Hannesen. Al tempo della compravendita, la villa era una dimora di campagna ma l’arrivo di un personaggio tanto straordinario ne permise l’ampliamento e lo sviluppo architettonico.
Divenne una villa dallo stile eclettico, ossia perfetta combinazione di varie correnti artistiche in un tripudio di bellezza, sognante evasione e meraviglia.


Si sviluppò, secondo il volere del nuovo proprietario, in un corpo centrale con annesse torri laterali, una a pianta quadrangolare, con specola per le osservazioni astronomiche e l’altra circolare, sul lato opposto. In questo modo la visione d’insieme permetteva di godere appieno di tutto il panorama del parco e delle sue peculiarità.
La stessa abitazione, ora adibita a polo universitario, immersa nel verde, era un perfetto esempio di architettura multiforme e variegata. Le ispirazioni provengono sia dall’art nouveau che dalle correnti più moderne.




Un particolare interessante fu che i lavori furono affidati allo studio parigino L. Collin – A. Adam & C.. che però non incluse nel progetto le catene d’acqua. Tutte le opere idriche furono affidate al varesino Rinaldo Frattini.
La superficie è di 7 ettari, e comprende le varie strutture abitative oltre alla casa padronale come la portineria e la dépendance. Quest’ultima ospita il Museo Etnoarcheologico Castiglioni.



Originariamente era anche presente anche un frutteto, ora scomparso. Tutta la vegetazione richiama quella di un giardino all’italiana. Ruolo assolutamente fondamentale per la costruzione scenico prospettica della struttura fu quello di Edvige Mrozowska, moglie di Joseph Toeplitz: la sua grande passione per i viaggi e la cultura furono fondamentali per dare al parco quel fascino rimasto immutato.

Variegata anche la vegetazione presente che raccoglie castagni, faggi e conifere di diverse specie. Universo di colori, ecosistema di vita e teatro naturale dagli scorci inaspettati e sempre nuovi.


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