Quando l’orrore supera ogni immaginazione..

Curiosando sul web per scoprire qualcosa su uno dei miei film preferiti mi si è aperto un mondo.

Coraline è basato sull’omonimo romanzo del 2002 scritto dal britannico Neil Gaiman.

Un libro di cui racconterò in seguito e che non mi ha lasciato del tutto indifferente. A dire la verità, mi ha molto inquietato.

Tuttavia, la storia trae ispirazione da un antico e inquietante racconto proveniente dalla città natale dello scrittore: la contea di Hampshire, nel Regno Unito.

Qualcosa che lascia attoniti e sgomenti. Lontana anni luce da ogni possibile immaginazione.

Viene tramandata, da secoli, la vicenda di una donna anziana che viveva, nella periferia della piccola cittadina, con la sua nipotina neonata.

Un grave lutto l’ aveva colpita: il figlio e la nuora avevano perso la vita in un terribile incendio, mentre la piccola era sopravvissuta miracolosamente.

Si racconta che la nipotina portasse sul corpo i segni di questo episodio e che fosse deturpata in volto.

Il mistero, però, era che nessuno vide mai la bambina uscire a giocare per provare quanto raccontato. Nessuno, in realtà, aveva mai visto la nipote della donna.

La nonna la teneva rinchiusa e non permetteva ad anima viva di avvicinarsi alla casa, tanto che venne soprannominata “La cattiva madre”. Oltretutto l’anziana conduceva una vita da eremita, uscendo solo sporadicamente e vivendo in completa solitudine senza mantenere alcun contatto con i compaesani.

Tutto questi strani aspetti destarono la curiosità di alcuni bambini del villaggio, che, in una prova di coraggio, decisero di aspettare la notte per entrare nella casa e scoprire chi fosse davvero la bambina. Ma una volta entrati, non trovarono alcuna traccia di una bambina che vi abitasse: niente vestiti, niente giocattoli, solo una culla. All’interno della culla, trovarono il corpo di un neonato quasi completamente bruciato, con bottoni al posto degli occhi e cuciture dove prima si trovava la bocca.

Una visione scioccante e che destabilizzò i ragazzi per molto tempo.

Tutti  capirono la verità: la bambina non era mai sopravvissuta all’incendio. L’unica cosa che l’anziana donna era riuscita a recuperare era il corpo della piccola, al quale si era aggrappata come se avesse ancora vita.

La piccola venne sepolta e l’anziana venne internata in un ospedale psichiatrico, dove rimase fino al giorno della sua morte.

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