Un gemellaggio nel segno del ricordo

Oppido Lucano non è famoso solo in Italia: la storia e la tenacia dei suoi figli hanno oltrepassato l’oceano.

Nel Paese del premio Nobel per la letteratura, Pablo Neruda, nella terra dei grandi cactus “candelabro”, dei petroglifi, dei guanachi, dei laghi e dei deserti, a nord del Cile, si trova la pittoresca città di Iquique.

Legata al comune lucano da una storia quasi leggendaria, di cui ho raccontato domenica scorsa.

Come ho spesso evidenziato, la Lucania è una terra da cui sono partite (e continuano a farlo) molte persone. Tra cui, nei primi del novecento, una donna speciale.

Al porto di Napoli si imbarcò Felicia Muscio coi suoi tre figli.
Un’eroina che attraversò tutta la cordigliera delle Ande a dorso di una mula per raggiungere il marito, che già da tempo viveva ad Iquique. Il coniuge era riuscito a fare fortuna permettendo così una vita dignitosa alla sua famiglia.

Su quest’ultima è stato anche scritto un libro, che farò in modo di leggere quanto prima.

Una storia simboleggia senz’altro il dramma e il sacrificio di tante altre donne lucane, spesso data per scontata e troppo poco considerata ma su cui poggiano le fondamenta di tante grandi città del mondo. Basti pensare a New York ed Ellis Island, dove transitarono gli antenati di tante grandi personalità che diedero lustro agli Stati Uniti d’America.

Un nome su tutti? Rudolph Giuliani, sindaco eroe della grande mela nipote di immigrati abruzzesi.

Ad Iquique è stato eretto un monumento in memoria di Felicia , scolpito dall’artista Antonio Masini. Mentre ad Oppido è stata anche intitolata una piazza dedicata alla città di Iquique ed eretto un monumento all’emigrazione, realizzato da Antonio Maria Cervellino.

Un legame che oltrepassa distanza e tempo per diventare eterno nel ricordo di un sacrificio e della speranza di un domani migliore.

Dono per le generazioni future, ricordo da custodire e conoscere.

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