Acerenza e il Santo Graal

“Qui ci credono tutti. Non si parla di una leggenda e nemmeno di storia, ma di un vero e proprio mistero”.

 Isa Grassano,  “Forse non tutti sanno che in Italia…”

La Basilicata è costellata da meravigliosi borghi famosi in tutto il mondo. Uno dei più belli è senza dubbio Acerenza, paesino di poco più di 2000 abitanti in provincia di Potenza.

Quando lo si chiama in causa, è necessario ricordare che la locale cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Canio Vescovo, è avvolta da una leggenda che va ben oltre i confini della piccola e preziosa perla che è la Basilicata.

C’è chi dice che in questo edificio sacro, considerato tra i più suggestivi della Regione, sia custodito niente meno che il Santo Graal, ossia il calice utilizzato da Gesù per celebrare la santa cena.

A cosa è dovuta questa credenza? Al fatto che, in diverse testimonianze storiche, si parla di Acerenza come di un luogo di passaggio per i crociati di ritorno dalle imprese in Terrasanta. C’è chi parla anche della scelta, da parte del fondatore dell’Ordine dei Templari Ugo dei Pagani, della cattedrale di Acerenza come luogo di ristoro per i cavalieri che avevano combattuto per liberare il Santo Sepolcro.

Egli sarebbe nato nel vicino Comune di Forenza e prese questa scelta nel 1227, proprio quando Padre Andrea, Arcivescovo della cattedrale di Acerenza, ebbe un ruolo attivo nell’organizzazione della Crociata.

Sarebbe stato lo stesso Ugo Dei Pagani a nascondere il Graal nella cattedrale di Acerenza.

Altro indizio: la piazza in cui si trova la chiesta si chiama piazza Glinni, genitivo della parola gaelica ‘glin’, come gaelica è la leggenda del Graal.

E ancora: la cripta della cattedrale fu restaurata nel 1524 dal Conte Ferrillo Balsa, membro dell’ordine dei Cavalieri di Gerusalemme. Durante il restauro venne murata una finestrella, fatto che lascia spazio all’ipotesi che dietro vi sia stato nascosto qualcosa. Cosa?

Ma non è tutto: il nome della cattedrale è un ennesimo indizio. Cosa doveva sorvegliare Canio, a cui è intitolata la chiesa, il cui nome gaelico significa proprio “Magnifico sorvegliante”?

Nella chiesa ci sono diversi indizi, io ho parlato di una finestra murata, ma di finestre ce ne sono tante, nessuno ha mai capito quale fosse quella giusta quindi non è mai stata aperta. E comunque il Graal potrebbe nascondersi dietro ogni angolo”.

 Isa Grassano,  “Forse non tutti sanno che in Italia…”

Al di là del Graal, consiglio vivamente di visitare il borgo. È bello, piccolino, silenzioso, si gira bene. È una cittadella medievale in cima a una rupe, circondata dai vigneti di Aglianico e tra le più affascinanti della regione.

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