La leggenda di “Palazzo Ammicc”

La leggenda narra di una ricca famiglia che abitava in un elegante e grande palazzo situato nel cuore di Bernalda. Il palazzo era abitato anche da altre famiglie, le quali si occupavano di coltivare i terreni del proprietario dell’edificio, il quale in cambio li ospitava negli appartamenti del suo grande palazzo.

Prima di morire, il proprietario nascose tutto il suo oro, un vero e proprio tesoro, in un posto segreto dello stesso palazzo. La leggenda narra che per avere, o meglio trovare questo grande tesoro, era necessario uccidere un bambino non ancora battezzato. Un giorno, una zingara, la quale era venuta a conoscenza della presenza del tesoro, si intrufolò nel palazzo, con la scusa di pettinare la ricca signora (l’unica benestante del palazzo). Non avendo modo di trovare il tesoro, la zingara rapì la figlia più piccola della ricca signora e mai più si ebbero sue notizie.

Dopo molti anni, nei pressi di Bernalda si accamparono degli zingari e tra essi, ormai donna, vi era la figlia della ricca signora. Le campane del paese cominciarono a suonare a lutto e la ragazza chiese per chi stessero suonando. Gli zingari le dissero la verità: la ricca signora, cioè sua madre era morta. La ragazza spinta dalla curiosità si spinse fin dentro il paese, per avere maggiori informazioni in merito alla donna morta (ancora non sapeva che si trattava della madre). Nessuno in paese riconobbe la ragazza, la quale avvicinatasi alla bara sussurrò in dialetto queste parole: “signora mia, tu eri il tralcio ed io l’uva, di denaro ne avevi senza misura, ma non hai saputo indovinare la mia ventura”.  Udite queste parole, i fratelli capirono che si trattava della sorellina rapita tantissimi anni fa e la supplicarono di restare con loro, ma ella decise di tornare con gli zingari. Uno dei fratelli, sentitosi tradito e accecato dalla rabbia, la sparò alle spalle nel momento in cui la ragazza si stava allontanando. Questo per liberarla dagli zingari che l’avevano rapita.

Oggi a Palazzo Ammicc c’è una finestra murata che si affaccia sulla valle e la leggenda dice che lo spirito della signora è dietro questa finestra murata, in attesa del ritorno della figlia.

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