Miss Italia sì o no?

Lo ammetto: non ho resistito a non guardarlo e ho iniziato a fare alcune considerazioni. Complice il Tam Tam mediatico e social che lo aveva accompagnato ed una sana dose di curiosità che attira tutti verso il trash. E chi nega, mente.

La prima riflessione è che non mi piace Patrizia Mirigliani in quanto questo prodotto Netflix la dipinge come una maniaca del controllo e nostalgica dell’ancien regime televisivo. Superbamente matrigna e sorridente a favore di telecamera ripensando ai bei tempi andati, in questo tenace e determinata ad emulare la figura di un grande padre, ma figlio del suo tempo.

Non ultimo, ho odiato la considerazione esternata senza tanti fronzoli del figlio Nicola.

Sicuramente non un genio di brillantezza e intelligenza, ma frasi come “non gli affiderei nemmeno lo zerbino di Miss Italia” fanno male a chi le ascolta. Quando, analizzando i racconti fatti, si comprende che la colpa non è mai del tutto della totale incompetenza di un figlio maturo che preferisce ingoiare 8 sashimi (qualcuno mi spieghi il senso di questo spezzone) anziché condividere il lavoro di famiglia.

Come si cresce o si diventa uomini con una madre che ti definisce un coglione in televisione? In queste affermazioni, poco carine e anche volgari, ci ho trovato molta delusione e rabbia. Come se il ragazzo non avesse soddisfatto i requisiti per essere un perfetto Mirigliani.

Qualsiasi possa essere la delusione o il risentimento nei confronti di un figlio, credo che certe cose debbano rimanere private.

Ma andiamo avanti. La vicenda, della durata di un’ora e mezza, ruota attorno alle sorti di Miss Italia. Uno degli emblemi , a detta di Patrizia, delle donne italiane e ora ostracizzato e odiato in ogni dove.

Programma dapprima simbolo del belpaese e ora caprio espiatorio da ostracizzare da una certa parte di pensiero che di femminismo non ha capito un cazzo.

Persino la ex presidente della camera Boldrini (che ho sempre poco apprezzato per la nota incoerenza) gioì quando venne annunciata l’eliminazione dal palinsesto di mamma Rai.

Avrei preferito maggior solerzia nel denunciare i tanti soprusi nei confronti delle donne in ogni dove, a partire dalla stessa politica, anziché utilizzare paraventi ipocriti e puramente scontati.

Utilizzando il bando di programmi come questo, si pensa di debellare la disparità di genere.

Come dico sempre: meglio le battaglie facili e a furor di popolo che affrontare i problemi veri come il disequilibrio dei salari.

E nessuna, da che mi risulta, è stata mai costretta ad accettare Miss Italia.

Con queste premesse la storia verte attorno questa lotta di Patrizia Mirigliani contro un sistema (ipocrita) che vuole uccidere la creazione del padre Enzo.

Sullo sfondo una ragazza che, spinta dalla voglia di contraddistinguersi decide di omologarsi a tutte le altre. Vantandosi di essere diversa, salvo poi essere più ottusa di tutte le altre e non riconoscendo i suoi evidenti limiti. E infine viene scartata ed esterna frasi poco piacevoli nei confronti delle vincitrici di Miss Italia in perfetto stile da rosicona della porta accanto.

Lei, paladina della libertà di espressione si lascia andare ad una delle espressioni più figlie del patriarcato che si possa regalare. Dimostrando che l’invidia è una gran brutta cosa.

Nulla di personale, sia chiaro: ma a volte, pur di assecondare il buonismo, si finisce per perdere totalmente il contatto con la realtà e, perdonatemi, anche il buongusto.

Il femminismo non è osteggiare Miss Italia. A guardare bene le ragazze mi sembrano tutto fuorché sprovvedute. Sono spesso accompagnate da genitori tronfi e speranzosi, in tutta la legittimità del sentimento.

Sfilare in costume fa parte del gioco, e io credo fortemente che ognuno possa fare ciò che lo aggrada maggiormente. Personalmente, apparte la puntata finale, non è mai stato uno dei programmi che ha suscitato il mio interesse. Tuttavia mi fa abbastanza ridere la grande battaglia intrapresa contro di esse.

Mi urta molto di più vedere i dati sulla violenza contro le donne che le aspiranti miss sculettare davanti a signori allupati, se devo essere onesta.

Non è abolendo Miss Italia che si rispettano le donne. Ma sembra che nessuno lo voglia capire adeguatamente.

Una cosa però mi sento di dirla. Forse è finito il tempo di un programma simile come sono finiti i tempi delle vallette: i dati sugli ascolti di striscia sono ai minimi storici e praticamente nessuno ricorda il nome delle veline attuali. E’ innegabile che stiano cambiando le dinamiche e oramai questi concorsi sanno abbastanza di datato.

Qualche anno fa, ad esempio, erano proprio le miss a dominare le cronache di gossip.

Si conclude un periodo? Forse.

Ed occorre accettare la realtà sarebbe una gran cosa, prima di tutto.

Miss Italia è invecchiato e non è più programma attuale. Che sia poi utilizzato come paravento dal femminismo ignorante è tipico di chi non ha mai conosciuto e (soprattutto) storia.

Anche se, a pensarci bene, si combatte per il nulla per nascondere bene i tanti problemi che devastano una nazione.

La Mirigliani, maniaca compulsiva del controllo, non ha compreso che bisogna andare avanti. Onorare la memoria di un padre esemplare è giusto e sacrosanto, ma nulla è più controproducente di un kamikaze contro tutti.

“Io faccio la rivoluzione e sono sola dietro”, dice nella docu- serie: ecco, sarebbe il caso di chiedersi il motivo. La solitudine quando si combatte i mulini a vento può essere indice di qualcosa che parte da dentro e affonda le radici in un legame che mai è stato risolto.

E io credo che questa donna debba davvero ripartire da qualcosa di diverso.

Iniziando da ciò che ha di più prezioso e che sembra essere una zavorra: un figlio disperatamente bisognoso di lei.

13 pensieri riguardo “Miss Italia sì o no?

  1. Ho guardato il documentario apposta per poter commentare il tuo post con cognizione di causa. Riguardo alla vicenda del figlio, Patrizia Mirigliani ha ammesso di essere stata lei stessa a dare il via alla sua crisi personale, separandosi da suo padre e spostandolo da una città piccola e accogliente come Trento ad una piena di tentazioni come Roma. Poi lui ha la colpa di essere caduto con tutte le scarpe in quelle tentazioni, ma nella tana del lupo ce l’ha portato lei. E quindi, anziché rivolgergli delle frasi velenose come quella dello zerbino che hai citato tu, forse dovrebbe chiedergli scusa per essere stata la causa scatenante di tutti i suoi problemi. Ma del resto che Patrizia Mirigliani e il suo entourage siano scarsamente inclini all’autocritica lo si vede fin dall’inizio, quando un suo collaboratore dice “Stiamo vivendo una crisi senza meritarcela”. Figlio mio, se dei brand molto più vecchi di Miss Italia sono ancora in piena salute e voi invece siete in caduta libera, forse qualche colpa ce l’avete. E non siete decaduti solo per una questione di femminismo, perché negli anni 70 il femminismo era molto più radicale e partecipato di adesso, eppure Miss Italia li ha superati indenne.
    Comunque il documentario non mi è piaciuto. E non per una questione di scarsa simpatia nei confronti della Mirigliani: anche Wanna Marchi non è un mostro di simpatia, ma il documentario che Netflix le ha dedicato spaccava. Questo qua invece non funziona, perché si perde in troppi dettagli inutili. Ad esempio, far vedere la Mirigliani mentre si fa fare la pedicure a cosa serve? A far vedere che può permettersi di andare dall’estetista anche adesso che sta con il culo per terra? Buon per lei, ma non vedo perché dovrebbe interessare agli spettatori…
    P.S.: Dimenticavo: in questo documentario c’è una ancora meno simpatica della Mirigliani, ovvero l’aspirante miss con i capelli corti. Fa di tutto per farsi passare da anticonformista che se ne frega delle convenzioni sociali in stile Daria di MTV, e poi si smentisce da sola andando a partecipare a un concorso di bellezza. E come tenta di giustificare quest’evidente contraddizione? Dicendo che lo fa non per vanità e voglia di apparire, ma per lanciare un messaggio. Seee, come no…

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    1. Analisi perfetta come sempre. Anche sulla scena del sushi sorvolo. L’aspirante miss ma rasenta il ridicolo: non è body shaming ma non ci siamo. E la madre che criticava le coscie della vincitrice? Alla faccia del voler essere liberi dai canoni

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      1. Anche le miss che condividono la camera d’albergo con la ragazza dai capelli corti cercavano disperatamente qualcosa che le facesse spiccare, anche se in maniera meno evidente. Ad esempio, una di loro a un certo punto se n’è uscita dicendo: “Io sul palco rivelerò che faccio una cosa che non conosce nessuno… il cosplay!” Ammazza che originalità… vado a Lucca Comics dagli anni 90, quindi posso dirti che il cosplay è un fenomeno di massa, altro che una passione di nicchia come credeva lei! 🙂

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      2. Però quella battuta mi è sembrata più genuina della battaglia intrapresa dalla miss dai capelli corti. Ci ho visto passione e un po’ di ingenuità

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      3. Dimenticavo: per me il momento più triste del documentario è quello in cui la Mirigliani e un suo collaboratore discutono su quale super ospite portare al concorso. Il collaboratore mi ha fatto tristezza perché ha detto “Sogno di portare Gazzelle, ma non so come arrivarci”: il fatto che perfino un cantante qualunque come Gazzelle sia inarrivabile per l’entourage di Miss Italia fa capire più di mille parole quanto sia caduto in basso questo concorso. La Mirigliani invece mi ha fatto tristezza quando ha detto “Come super ospite ci vorrebbe un personaggio giovane… ho trovato: J – Ax!” Questa frase fa capire quanto sia rimasta indietro la Mirigliani, perché J – Ax era giovane (sia anagraficamente che musicalmente) 30 anni fa. E lei è rimasta ferma ad allora.
        Per te invece qual è stata la scena più triste?

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      4. Senza dubbio la scena finale con il figlio Nicola scazzato e volutamente inconsapevole. Devastante sapere che per tua madre sarai sempre un cretino

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      5. Quella scena va contestualizzata. Era previsto che Nicola avrebbe presentato almeno una parte della finale di Miss Italia 2023 insieme alla madre: ergo, avrebbe dovuto trovarsi a Salsomaggiore già all’inizio dell’evento. E invece non si vede. A quel punto la madre lo chiama per chiedergli dov’è, e lui le risponde che è a Pistoia, a 2 ore e 20 di macchina da Salsomaggiore. Ergo, lui era stato così irresponsabile da non partire per tempo, e nel migliore dei casi avrebbe potuto presenziare solo all’ultima parte dell’evento. Non contento di essere partito con un ritardo abissale, cosa fa Nicola una volta arrivato a Salsomaggiore? Si ferma a fumare una sigaretta, perdendo ulteriore tempo. E così è arrivato a festa finita, come si vede nella scena finale da te menzionata. Alla luce di tutto questo, è evidente che in quella singola circostanza la colpa è solo e unicamente sua, non della madre.
        Comunque hai ragione quando affermi che la Mirigliani non perde occasione per denigrare il figlio su ogni minima cosa. Forse la critica che ho trovato più stomachevole è quella in cui sputa veleno sulla fidanzata di Nicola (che lei manco conosce) solo perché è di Sora. Così facendo ha rivelato di possedere la mentalità (tipica di chi vive nelle grandi città) per cui soltanto chi è di Roma, Milano o Firenze è degno di considerazione, chi invece vive in un paesino di provincia è un campagnolo e in quanto tale non merita neanche il buongiorno. Dato che la Mirigliani è così snob nei confronti della gente, ben le sta che la gente snobbi il suo concorso di bellezza.

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      6. Io sai che ho interpretato il finale come un ragazzo che raccoglie le briciole di qualcosa che è in rovina?

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      7. Io invece ci ho visto la volontà di partecipare anche in minima parte alla festa, raccattando qualche stella filante e spargendosela in testa.
        Noto che solo nei commenti a questo post abbiamo citato una decina di scene di questo documentario: questo dimostra che in mezzo a tante scene inutili ce ne sono anche tante riuscite. Comunque ribadisco che non è del tutto soddisfacente, e che Netflix ci ha regalato dei documentari di gran lunga migliori (come quello su Wanna Marchi che citavo ieri).

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      8. Quello di Wanna Marchi è spanne sopra per un motivo, secondo me , molto semplice. Per quanto lei sia una donna senza scrupoli e morale mai è stata ipocrita. La Mirigliani è una donna profondamente ipocrita. Questo è e sarà la sua rovina

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      9. In cosa ti sembra ipocrita? Nel suo ostentare un atteggiamento materno nei confronti delle miss, quando in realtà non è materna neanche nei confronti di suo figlio?

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      10. Assolutamente sì. Tutta apparenza la sua…e ci ho visto anche un po’ di gelosia nei confronti di Nicola

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