La Pasqua in Lucania e un dolce speciale.

Una delle ricorrenze più sentite in Lucania è la Pasqua. Per l’occasione viene preparato un dolce molto particolare e gustoso.

Il Piccillato, o Picciddato, è una sorta di colomba pasquale decorata in superficie con uno o più uova intere. Il termine proviene dal latino “Buccellatum”, a conferma delle sue origini antichissime. Si tratta di una sorta di ciambella di pasta lievitata, dolce o salata, liscia o intrecciata, il cui impasto viene realizzato con aggiunta di olio d’oliva, strutto e uova. Un uovo intero, simbolo della Pasqua, ne decora la superficie. Uova e sugna, invece, ne caratterizzano il sapore e il colore: si presenta, infatti, come un pane a pasta gialla, dal sapore delicato ma avvolgente, che piace a grandi e piccini. Come da tradizione, l’uovo o le uova sode che ne decorano la superficie vengono racchiuse all’interno di alcuni lembi di pasta, in modo da assicurarle al pane. Infine, il piccillato va spennellato con del tuorlo d’uovo battuto. È proprio questo procedimento a garantirne il tipico colore dorato.

Ma quali sono le sue origini? La pietanza, con tutta probabilità, nasce dall’incontro tra la cultura contadina lucana e quella arbëreshë, importata in Basilicata dagli antichi coloni provenienti dalla vicina penisola balcanica. In passato, la variante dolce del piccillato veniva decorata con la frutta secca, mentre la versione rustica viene tradizionalmente consumata con salumi, formaggi e uova sode. La tradizione lucana impone che il piccillato venga consumato durante la colazione e il pranzo di Pasqua. Anticamente, la preparazione del piccillato cominciava diversi giorni prima della Pasqua, in modo da produrne a sufficienza per donarli anche a parenti e amici. In genere, le donne di casa cominciavano a preparare gli impasti il martedì o il mercoledì santo: ciò che avanzava dell’impasto, invece, veniva impiegato per produrre particolari cestini di pasta intrecciata destinati ai bambini.

E, per voi, quali sono i dolci delle vostre origini?

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