Lasciato indietro: una storia, una vita.

“Lasciato Indietro” va oltre una storia di
separazione, esplorando un fenomeno sociale diffuso in varie
forme. L’autore narra il suo ritorno al mondo dei single dopo
un lungo matrimonio, affrontando la ricerca dell’anima
gemella con coraggio e sguardo sognante, incontrando la
compagna in modo tradizionale. Sottolinea l’importanza di
non lasciare nessuno indietro, promuovendo il lavoro di
gruppo e il sostegno reciproco, rilevanti sia in ambito militare
che sociale. La scrittura diventa per lui un modo di
organizzare pensieri, condividendo consigli pratici e
riflessioni sulla resilienza, offrendo una guida per chi si sente
smarrito. Il libro, un tributo alle radici familiari.

Dicono di Lasciato Indietro

Un tema di cui spesso poco si parla è quello del “lasciato indietro”: ossia il dramma dei dimenticati, dei deboli, e dei soli e degli emarginati. Ossia tutte quelle persone che non risultano appetibili per la società odierna, coloro che non rientrano tra le fasce di popolazione degne di attenzione.

Se ci pensiamo, quando veniamo martellati dai tanti sondaggi o dati ISTAT, chissà perché non sono mai presenti determinate categorie: appunto, i cosiddetti “lasciati indietro”.

Persone di cui il mondo si è volutamente dimenticato, abbandonandoli a loro stessi senza aiuto o conforto alcuno.

Dino Tropea, in modo diretto e profondo racconta le sensazioni e gli scoraggiamenti dell’essere uno dei protagonisti di questo becero fenomeno.

L’amore e l’affetto sono doni preziosi che non si possono
imporre a nessuno, ma solo offrire con generosità e
rispetto. Quando amiamo qualcuno, desideriamo il suo
bene e lo sosteniamo nelle sue scelte. Ma non vogliamo
limitare la sua libertà di esprimersi e di vivere come
crede, purché non faccia del male a sé stesso o agli altri.

Dino Tropea, lasciato indietro

Un libro che raccoglie riflessioni, pensieri e considerazioni su diverse tematiche. Analizzate tutte con cura profonda e trasporto. Dai rapporti familiari a quelli lavorativi, tutti uniti da un unico grande e poco considerato unico denominatore.

Si evince, fin dalle prime pagine, come questo lavoro sia stato tutt’altro che semplice e non solo nella creazione della stessa opera, ma anche nell’affrontare i demoni di una vita non sempre facile.

Un dolore, lancinante ed intenso, è rappresentato dalla separazione a cui viene dedicato ampio spazio in quanto un dramma che accompagna la disfatta di un nucleo familiare è quello dei genitori separati. Ho sempre pensato che siamo un po’ (e qui non posso non includermi) genitori a metà in quanto partecipi di una parte della vita dei propri figli.

Sempre pronti ad incastrate tutto, orari, ricorrenze e spostamenti per garantirci dei momenti di pace e divisi ad ogni festività.

E l’autore prima di questo, che è fondamentalmente l’equilibrio di tantissime famiglie allargate, ha affrontato un dolore molto profondo.

Come anticipato, questa è la struggente e, in parte,
ironica storia di un innocente bambino abbandonato dal
proprio padre. Una volta cresciuto fino a diventare
padre a sua volta, aveva giurato che quel destino non
avrebbe mai colpito i propri figli. Tuttavia, questi sogni
sono stati infranti da una sorte crudele.

Dino Tropea, Lasciato Indietro

Due creature: Nebula e Onda. Quest’ultima vittima inconsapevole di un conflitto tra i genitori, accadimento piuttosto comune durante una separazione, che decide di limitare ogni rapporto con il padre arrivando a limitare ogni possibile iterazione, anche social.

Spinta, pressata e manipolata da un genitore che, mi sento di dire, non ha a cuore il benessere della propria creatura. Un padre ed una madre sono assolutamente insostituibili, e altrettanto indispensabili alla crescita di un ragazzo.

Essi devono sentirsi responsabili della vita del benessere della prole, facendolo diventare la propria ragione di vita anche se questo potrebbe causare un conflitto interiore. Una madre o un padre, per quanto possa essere provato ed arrabbiato verso il coniuge non dovrebbe mai usare un figlio come strumento di manipolazione.

Ma le favole esistono solo sui libri, e il libro di Dino Tropea mi ha confermato l’ennesima cocente conferma.

Per me, non è
mai stato un padre. Un padre è qualcuno che è presente
nonostante tutto, che ti vuole bene, ti sostiene, ti protegge
e ti guida. Ma lui non ha mai fatto nulla di tutto questo.
E’ stato solo un fantasma, un’ombra che si è allontanata
dalla mia vita senza nemmeno un saluto. Sono arrabbiato
con lui, con me stesso, con il mondo intero. Mi sono
chiesto mille volte perché mi ha abbandonato, perché
non ha mai cercato di riallacciare i rapporti, perché mi ha fatto sentire così solo e abbandonato.

Dino Tropea, Lasciato Indietro

Si tocca un tema estremamente delicato e complicato. L’autore non ha mai potuto godere di un sano ed affettuoso rapporto paterno, fin dall’infanzia non ha mai potuto conoscere suo padre. E questo risulta essere uno dei punti maggiormente dolorosi per lui: abbandono senza colpa ma percepito in modo lancinante e rabbioso.

Eppure, in tutto questo, la resilienza si impadronisce del cuore e dell’anima del protagonista facendogli trovare la forza di lottare e di andare avanti. Evitandogli dolorosi episodi depressivi o peggio lesivi.

Tanti pensieri affollano la mente e l’anima di uno scrittore che analizza ogni aspetto e registra gli eventi in maniera quasi analitica.

Egli non si lascia sopraffare, al contrario: nonostante le tantissime e vorticose emozioni, riesce a porre una riflessione a 360° su tutto ciò che lo circonda, sulle possibilità conseguenze e sulle eventuali opportunità.

Il meglio deve ancora avvenire e siamo pronti ad
affrontarlo insieme, mano nella mano. Non importa quali
avventure ci attendono, so che supereremo ogni ostacolo
con coraggio, determinazione e un amore che ci lega
indissolubilmente. La nostra connessione è un tesoro
prezioso che custodisco nel profondo del mio cuore.

Dino Tropea, Lasciato Indietro

Che abbia amato questo libro, mi sembra abbastanza scontato ribadirlo. Tuttavia vorrei soffermarmi su quanto sia prezioso e straordinario l’insegnamento di uno scrittore che, affrontando anche situazioni dolorose e spesso ingestibili, sa trovare la speranza e ripartire.

Anche ad amare, forse una delle cose più complicate del mondo.

Un libro che un profondo e solenne inno alla resilienza, che si legge come la propria anima e rispecchiandosi in essa.

Viaggio tutt’altro che facile, ma sicuramente straordinario.

Come dovrebbe essere l’esistenza di ogni essere umano.

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