Il peso del mondo sopra le spalle di un solo uomo.

Per quanto si possa non praticare o professare la religione cattolica, è impossibile negare quanto la figura del Pontefice sia determinante nella cultura e nella politica mondiale.

Voce spesso scomoda, qualche volta anacronistica (si veda la ferma opposizione all’aborto), ma profondamente influente. E, in questi giorni, il mondo pare come paralizzato.

Paesi lontani e non cristiani che documentano ogni fase successiva alla morte del Papa con interesse giornalistico al pari delle elezioni dei grandi paesi come gli USA.

Il conclave e quel fascino legato a tradizioni e leggi secolari raccolgono attorno a Piazza San Pietro le televisioni e i cronisti di tutto il mondo, pronti a scorgere l’esito della celebre fumata e scoprire chi sarà il futuro pontefice.

È straordinario vedere come un evento se vogliamo naturale, come il decesso di un Capo di Stato, possa raccogliere un così profondo e travolgente seguito.

Questo perché muore il Padre della fede cattolica, il successore di Pietro: come se venissero a mancare le fondamenta di un culto e di una devozione tra le più diffuse al mondo.

Oggi, il nostro viaggio iniziato in San Pietro, non può non concentrarsi su di lui.

I prossimi giorni saranno un susseguirsi di informazioni, aneddoti e tradizioni legate alla morte del Papa ma come nasce la tradizione Papale?

E perché è stato deciso che un solo uomo reggesse il peso di un popolo intero?

Il termine Papa deriva dal greco πάπας, pápas e dal latino papa, con il significato di padre

Questa denominazione ingloba anche il titolo di  vescovo di Roma, patriarca della Chiesa latina, sommo pontefice della Chiesa cattolica e sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Piccola postilla: lo stato più piccolo al mondo e anche l’unico ad avere una monarchia assoluta.

Ad assumere per primo il titolo di successore di Pietro fu Siricio nel 384, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma a essere acclamato come pontefice.

Tuttavia le testimonianze scritte con la prima denominazione non si hanno prima del V° secolo. Con molta probabilità, l’organizzazione del culto doveva ancora delinearsi e le leggi essere definite.

Il titolo è utilizzato anche dai patriarchi ortodossi di Alessandria d’Egitto e dai papi copti.

Nella Chiesa cattolica il papa ha compiti a diversi livelli, locale e universale, che vengono descritti nel seguito.

  • Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma.
  • Il papa è, inoltre, arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche.
  • Il papa è anche il primate della Chiesa cattolica italiana.
  • Nella tradizione, è anche il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche particolari. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della Chiesa antica. Da esso derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di «sua santità» o «santo padre».
  • Nella Chiesa cattolica, al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre Chiese. Poiché san Pietro fu a capo della Chiesa di Roma, dove fu martirizzato, il papa viene anche detto successore di Pietro, il principe degli apostoli. I cattolici ritengono che il primato che san Pietro avrebbe esercitato sugli apostoli si sia trasmesso anche ai suoi successori. Egli è pertanto il capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare, egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell’esercizio del suo potere il papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana.
  • Fra gli altri titoli usati dal papa, che in realtà non sono specifici del papato ma comuni a tutti i vescovi, vi è quello di “pontefice” (termine derivato dal latino che indica il ruolo di sacerdote) e “vicario di Cristo”, che indica il compito di governo della Chiesa proprio di ogni vescovo.
  • Il Codice di diritto canonico definisce il papa «Organo supremo della potestà di giurisdizione» e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato “Sommo Pontefice della Chiesa Universale” e “Servo dei servi di Dio”.
  • Il papa riveste anche un ruolo “secolare” in quanto sovrano dello Stato della Città del Vaticano e della Santa Sede; quest’ultima è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

Il Papa, dunque, rappresenta qualcosa di più di un capo di Stato o sovrano di un culto. Egli racchiude nella sua figura sia un potere politico che religioso assolutamente straordinario che lo rende una delle figure più carismatiche a livello mondiale.

La storia legata a questa carica è intrisa di fede, storia e tradizione.

Qualcosa che nessun capo di stato o presidente può vantare, in quanto il trono di Pietro è tra i più antichi al mondo e le modalità di elezione sono tra le più radicate e definite.

Ora il mondo si prepara a salutare la figura terrena di Papa Francesco e ad accogliere la sua memoria eterna e storica, mentre si assisterà, tra circa un mese alla presentazione di un altro pontefice.

E come ogni volta, la domanda è una sola: chi sarà il prossimo a reggere il peso tutt’altro che facile della Chiesa?

Una opinione su "Il peso del mondo sopra le spalle di un solo uomo."

  1. Alla tua domanda finale rispondo che Papa Francesco ha fatto di tutto perché venisse scelto come suo successore un cardinale simile a lui: infatti dei 135 cardinali attualmente in carica 110 li ha eletti lui, ovviamente scegliendoli a sua immagine e somiglianza. Ergo, se facciamo una semplice proporzione (110 : 135 = X : 100) ci accorgiamo che ci sono 4 possibilità su 5 che il nuovo papa sia un Bergogliano.
    Tuttavia, non è affatto detto che questi 110 cardinali rispettino tutti la volontà di Papa Francesco: se decidono di fare di testa loro e di schierarsi con la minoranza dei 25 cardinali conservatori, a quel punto questi ultimi potrebbero fare come il PD, che riesce puntualmente ad andare al governo a suon di giochi di palazzo nonostante parta sempre con dei numeri scoraggianti.
    Oppure potrebbe esserci una soluzione di compromesso, con un candidato che sembri essere una sintesi tra le posizioni progressiste dei Bergogliani e quelle conservatrici dei restanti cardinali. Ad esempio, ieri sera su Twitter si è parlato molto della possibile elezione di Besungu: apparentemente la sua elezione sarebbe una ventata di aria fresca perché sarebbe il primo papa nero, ma in realtà questa scelta riporterebbe la Chiesa indietro di cent’anni, perché Besungu è un ultraconservatore. Stando a Twitter e a Dagospia il preferito dei conservatori è lui, mentre i progressisti sono divisi tra Parolin, Zuppi, Pizzaballa e Tagle. Anche questo favorisce Besungu: tra una minoranza che punta compattamente su un nome e una maggioranza che si spacca in 4 gruppettini ha più chance di spuntarla la minoranza convinta.

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