Un monumento che oltrepassa l’oceno.

Muchos en Iquique no conocen el significado de esta obra… Monumento al amor y a la valentía de mi tatarabuela Felicia Muscio Palumbo, que cruzó la cordillera de los Andes en mula, con su hija de 4 años en brazo (mi bisabuela). Todo con un solo fin, abrazar al amor de su vida Vittorio Sciaraffia Saluzzi.
Un viaje de 40 días en barco desde Nápoles, Italia, hasta Mar de Plata, Argentina. En tren desde Buenos Aires hasta el pueblo de San Martin de los Andes. A caballo hasta los pies de la cordillera, cruzando en mula hasta la ciudad de los Andes, Chile. En carreta hasta Valparaíso, finalizando en Iquique en los brazos de mi tatarabuelo.
La razón por la cual la mula no tiene cabeza, es porque al borde del precipicio, al ser los caminos tan estrechos, se le vendaron los ojos a la mulita para que no se asustara y desbarrancara.
La escultura fue realizada por el destacado artista italiano Antonio Masini. La llamó “FELICIA DE LOS ANDES”, monumento a los Lucanos del mundo.


Poche persone conoscono la storia di una donna coraggiosa, che seppe sfidare un destino avverso e l’oceano.

Eppure in un paese del Cile molti se la ricordano e le hanno persino dedicato un monumento.

Dedicata  all’amore e al coraggio di Felicia Muscio Palumbo, che attraversò la catena montuosa delle Ande in mulo, con la figlia di 4 anni in braccio.

Per raggiungere il Vittorio Sciaraffia Saluzzi, che da qualche tempo aveva trovato fortuna in Cile.
Un viaggio di 40 giorni in barca da Napoli, Italia, a Mar de Plata, Argentina.

In treno da Buenos Aires al villaggio di San Martin de los Ande. A cavallo fino ai piedi della catena montuosa, attraversando mulo fino alla città delle Ande, Cile. In carrozza fino a Valparaíso, finendo a Iquique in quello che potrebbe essere un viaggio impossibile da concepire per la nostra epoca.

Ma perché una rappresentazione così particolare?


Il motivo per cui il mulo non ha testa, è perché sull’orlo del precipizio, essendo le strade così strette, la mulita è stata bendata perché non si spaventasse e sbarrasse.


La scultura è stata realizzata dall’eccezionale artista italiano Antonio Masini, il quale l’ha chiamata “FELICIA DELLE ANDE”.

Un monumento ai lucani del mondo che con il sogno di un domani migliore nel cuore hanno abbandonato le loro amate terre.

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