Il condottiero lucano dimenticato

Pochi sanno che la storia della Basilicata è legata ad un grande condottiero.

Quasi mai citato nei libri di storia, purtroppo.

La regione deve probabilmente il nome all’aggettivo leukòs, che vuol dire luminoso, fulgido, splendente.

Questa terra diede anche nome e natali alla bellicosa popolazione osca, I Lucani, in quali fondarono città con cinte murarie ed successivamente si ellenizzarono , cercando di mantenere l’indipendenza da un pericolo imponente ed imminente: le possenti legioni di Roma.

La sua potenza era ormai inarrestabile e grandiosa.

Marcus Lamponius, fu  l’ultimo grande condottiero degli Oscolucani, l’ultimo “dittatore” militare che cercò di salvaguardare l’indipendenza di queste popolazioni. 

Gli antichi Lucani erano un popolo diviso in tribù, con città murate e una struttura politica democratica: magistrati eletti dalle oligarchie e in caso di guerra o pericolo si riunivano ed eleggevano un dittatore, un capo militare con poteri assoluti.

Esattamente come nella Magna Grecia tale figura accentrava le cariche e diventava il fulcro del potere nei periodi maggiormente complicati.

Marco Lamponius fu eletto dittatore perché i Lucani, alleati con i cugini Sanniti sostennero la fazione democratica di Roma, guidata da Caio Mario contro quella aristocratica di Licinio Crasso e Silla. Passata alla storia come guerra civile, essa vide il lucano come protagonista che sconfisse Publio Licinio Crasso e lo rinchiuse a Grumentum, in Lucania.

Successivamente le forze lucane si unirono a quelle sannite guidate da Ponzio Telesino e Guta di Capua, a metà dell’82 a.C.,  con 100.000 uomini, marciando su Preneste , città situata nella strategica Valle  del Sacco, per  aiutare Gaio Mario il Giovane, assediato in quella città. Ma le forze aristocratiche guidate dallo stesso Silla, bloccarono le vie di comunicazione e l’esercito sannita e lucano dovettero cambiare i piani. Pertanto, Ponzio Telesino e Marco Lamponio decisero di dare il colpo mortale sui “lupi famelici” dell’odiata Roma e  si apprestarono ad assalire la città.

La battaglia decisiva avvenne a Porta Collina.

Essa ebbe luogo il 2 novembre 82 A.C, inizialmente fu favorevole all’esercito sannita e lucano aiutato dai romani di Gaio Marcio Censorino.

Purtroppo,nonostante  le prime schermaglie condotte con efficacia dagli Osci (Sanniti e Lucani erano di stirpe e lingua osca), le tribù furono sconfitte grazie all’intervento di Licio Crasso. I prigionieri  furono quasi tutti uccisi. Il giorno dopo  Marco Lamponio catturato e fu giustiziato, mentre la sua testa fu inviata a Preneste come monito.

La battaglia portò alla fine dell’autonomia dei Lucani e alla romanizzazione dell’intera area, anche la stessa lingua osca fu alla lunga soppiantata dal latino.

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