Il solstizio ed un nuovo Papa.

Durante la settimana successiva al solstizio vorrei ricordare gli eventi più significativi legati a questa data, che si svolgono in epoche assolutamente diversi e vedono protagoniste diverse importanti personalità.

Il 21 giugno 1963, il cardinale Giovanni Battista Montini venne eletto papa scegliendo il nome di Paolo VI. 

L’elezione avvenne durante il conclave seguito alla morte di papa Giovanni XXIII. 

Il nome “Paolo” venne scelto da Montini per il suo profondo amore verso l’apostolo delle genti e, citando lo stesso religioso, per essere “il più piccolo tra voi”.

Difatti il nome Paolo deriva dal greco e significa appunto “piccolo”.
Papa Montini fu un grande uomo, silenzioso ma deciso, pragmatico e dalla parte dei più deboli, spesso accusato di essere poco incline a manifestazioni di affetto.

Eppure, non poche rivoluzioni accaddero sotto il suo pontificato.

Innanzitutto, l’elezione di Paolo VI segnò un momento importante nella storia della Chiesa, con la prosecuzione del Concilio Vaticano II, iniziato da Giovanni XXIII, e l’impegno a portare la Chiesa nel mondo moderno. 

Il pontificato di Paolo VI (1963-1978) è stato caratterizzato da importanti eventi e decisioni. Tra i punti salienti, spiccano la conclusione del Concilio Vaticano II, l’enciclica Humanae Vitae che ribadiva l’impegno per lo sviluppo integrale e solidale dei popoli, espresso anche nel documento successivo Populorum Progressio

Venne definito anche “Papa pellegrino”, compiendo viaggi significativi in Terra Santa, India e presso le Nazioni Unite. 

Paolo VI portò a termine quanto iniziato da Giovanni XXIII, affrontando questioni delicate come la riforma liturgica, il rapporto con le altre religioni e il ruolo della Chiesa nel mondo moderno. Va ricordato che grazie a lui la messa venne ufficializzata in lingua italiana, abolendo parzialmente greco e latino.

Nel 1967, fu uno dei primi a trattare apertamente dello sviluppo integrale e solidale dei popoli, sottolineando l’importanza di un approccio spirituale allo sviluppo, che includesse non solo bisogni materiali, ma anche culturali e spirituali. Secondo il religioso il progresso non escludeva la religione e anzi, entrambe potevano collaborare in modo sinergico e collaborativo.

Paolo VI fu il primo papa a viaggiare al di fuori dell’Italia, ricevendo riconoscimenti e ponendo le basi per il dialogo interreligioso ed avviò una riforma della Curia, mirata a renderla più efficiente e adatta alle nuove sfide della Chiesa. Inoltre, diede maggiore importanza al collegio cardinalizio, coinvolgendolo maggiormente nelle decisioni della Chiesa. 

Ultima ma non tale per importanza, la devota attenzione al mondo del lavoro: difatti, il boom economico era alle porte ma con esso anche i tanti squilibri sociali che lo accompagnavano.

Paolo VI viene chiamato “il Papa delle ACLI” per il suo forte legame con l’associazione, soprattutto durante il suo periodo come arcivescovo di Milano e poi come pontefice. Egli sostenne e promosse attivamente le ACLI, riconoscendone il ruolo nella formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori cristiani.

Grande promotore di uguaglianza sociale e fermo oppositore dei tanti disagi sociali che attraversavano il mondo, si spense a Castel Gandolfo il 6 Agosto 1978.

Gli succedette Giovanni Paolo I che nel suo nome volle onorare in modo deciso i suoi grandi predecessori.

Fu proclamato santo il 14 ottobre 2018 da Papa Francesco. 

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