
Oggi si celebra il ricordo di una delle figure più importanti nella storia del nostro paese: l’8 Luglio 1978 venne eletto come presidente della Repubblica Sandro Pertini.
La sua elezione avvenne con il sostegno di tutto l’arco costituzionale, ottenendo la maggioranza più ampia nella storia delle votazioni presidenziali italiane.
Ma chi era questo personaggio, quasi sempre definito come il più amato dagli italiani?

Egli fu noto soprattutto per essere stato il settimo Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985. La sua storia è caratterizzata da un forte impegno antifascista, perseguitato e imprigionato durante il regime, e da un profondo senso di giustizia sociale, che lo ha accompagnato in tutta la sua carriera politica.
Grande personalità, carisma e naturale predisposizione ad una comunicazione efficace furono gli aspetti più caratteristici di questa importante figura storica.
A tratti anche controversa in quanto, si riferisce che egli abbia ordinato l’uccisione di alcune figure legate al fascismo solo per simpatia o legami sentimentali come Osvaldo Valenti e Luisa Ferida. Tuttavia, in quello che è il macabro disegno di una guerra fratricida è sempre labile il confine tra giusto e sbagliato.
E il santino non si dovrebbe mai fare a nessuno, in quanto tutti siamo esseri umani e gli esseri umani scrivono la storia, nel bene e nel male.

Dopo la laurea in giurisprudenza e scienze politiche, iniziò a dedicarsi attivamente alla politica nel Partito Socialista Italiano (PSI). Durante il regime fascista, Pertini venne arrestato, incarcerato, confinato e costretto all’esilio per la sua opposizione al fascismo. Sono state pubblicate diverse lettere in cui raccontava gli anni della prigionia e del confino. Partecipò attivamente alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, distinguendosi per il suo coraggio e il suo impegno antifascista.
Dopo la fine della guerra non mancò mai di onorare il suo grande amore verso l’attività politica.

Eletto all’Assemblea Costituente nel dopoguerra, Pertini ricoprì successivamente il ruolo di deputato, senatore e Presidente della Camera dei Deputati. Nel 1978 appunto, venne eletto Presidente della Repubblica Italiana, diventando il primo socialista a ricoprire questa carica.
Gli anni della Presidenza non si ricordano tra i più semplici della storia. Le contestazioni erano all’ordine del giorno, il dibattito per aborto e divorzio era sempre attivo e divisivo (non che oggi sia tanto cambiata la situazione) e l’Italia faceva i conti con un divario sociale spaventoso ed una diseguaglianza tra nord e sud praticamente incolmabile.
Il mandato di Pertini alla Presidenza della Repubblica, tuttavia, fu caratterizzato da una forte vicinanza al popolo italiano, in particolare ai giovani, e da un’immagine di uomo onesto, laico e vicino ai valori etici della politica. Rompendo il classico muro tra istituzioni e popolo, il Presidente fu parte attiva nel migliorare i rapporti tra le diverse istituzioni. La sua figura fu estremamente decisiva per la lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e per la difesa dei diritti umani a livello internazionale.

Promosse l’unità nazionale e rappresentò l’Italia in numerose occasioni, sia in momenti di gioia che di tragedia.
Non a caso, Sandro Pertini è considerato uno dei presidenti più amati e popolari nella storia della Repubblica Italiana.
La sua figura è ricordata per la sua integrità, il suo coraggio, il suo impegno per la democrazia e la sua capacità di comunicare con il popolo italiano.
L’eredità di Sandro Pertini continua a vivere nella memoria collettiva e nel ricordo del suo impegno per un’Italia più giusta e democratica. Una memoria che abbastanza spesso viene usata per grandi proclami ma mai per atti concreti.
Ma si sa, la buona politica è morta oramai da diverso tempo.

