Cristo si è fermato ad Eboli

Oggi il viaggio passa attraverso una delle mie passioni: la lettura.

Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi è un’opera complessa e profondamente sentita, viscerale, scomoda e complicata.

Il libro è apprezzato per la sua capacità di descrivere in modo vivido e dettagliato la vita rurale e la cultura del Sud Italia, in particolare della Lucania, durante il periodo del confino dell’autore.

Ricca di descrizioni realistiche e coinvolgenti, Levi, con il suo stile narrativo chiaro e scorrevole, riesce a trasportare il lettore nel mondo contadino, facendogli percepire la loro realtà, le loro credenze e le loro difficoltà.

l’opera è considerato un’importante testimonianza storica e sociale, che mette in luce il divario tra Nord e Sud Italia e le conseguenze del fascismo sulla vita delle persone.

L’ ‘autore, pur essendo un intellettuale appartenente ad una famiglia agiata, riesce a entrare in empatia con i contadini, comprendendo la loro cultura e le loro tradizioni, che spesso sfociano nel misticismo e nella magia.

Vengono toccati diversi temi universali come l’esclusione, la sofferenza, la perdita della libertà, e lascia un segno profondo nel lettore.

Unico appunto che mi sento di dare riguarda l’apparente lentezza e la complessità del testo.

Alcuni lettori potrebbero trovare il ritmo del libro lento e a tratti noioso, a causa delle numerose descrizioni e delle riflessioni dell’autore e la stessa natura ibrida (tra memorialistica, saggio e romanzo) del libro potrebbe risultare impegnativo per alcuni lettori.

“Cristo si è fermato a Eboli” è un libro potente e toccante, che offre uno sguardo unico sulla realtà del Mezzogiorno italiano e sulla condizione umana. Nonostante alcune difficoltà di lettura, il libro è considerato un classico della letteratura italiana e un’opera fondamentale per comprendere la storia e la cultura del nostro paese.

Una denuncia, un grido e una preghiera contro le troppe diseguaglianze che affliggono il nostro paese bello e dannato.

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