
Il 19 aprile 1923, a Tricarico, nasce Rocco Scotellaro: poeta, scrittore e politico che, nella sua breve ma intensa vita, si è profondamente impegnato nelle questioni del mondo contadino. Nato da una famiglia umile, padre calzolaio e madre sarta, Rocco si impegnò fortemente per sradicare il malessere che caratterizzava la civiltà contadina e dei braccianti: caporalato, precarie condizioni igienico-sanitarie, povertà estrema.
Per lui era estremamente importante che il popolo riconquistasse la libertà e, grazie al forte impegno, a soli 23 anni, venne eletto sindaco di Tricarico.

A caratterizzare il suo operato da primo cittadino fu soprattutto il coinvolgimento diretto dei cittadini nella risoluzione dei problemi e nella realizzazione delle opere, come l’ospedale, costruito grazie al contributo economico e fisico della comunità, o anche le scuole, le strade gli edifici pubblici che, in quegli anni, videro la luce.
Scotellaro, addirittura, affiancò i contadini nell’occupazione delle terre: si sentiva uno di loro e parte della loro comunità. Ma dopo le accuse di truffa, concussione e associazione a delinquere mossegli da avversari politici, e 45 giorni trascorsi ingiustamente in carcere, a Matera, profondamente turbato e deluso, decide di abbandonare la politica. Rocco, quindi, si dedicò completamente all’attività letteraria che vedeva sempre come protagonisti i contadini, la loro vita e la loro condizione.
Ma, tragicamente, un infarto lo strappò alla vita improvvisamente a soli 30 anni.
La gran parte delle sue opere sono state pubblicate postume grazie all’interessamento di Carlo Levi e Manlio Rossi-Doria e molte di queste hanno avuto diversi riconoscimenti e premi.
Una figura poco conosciuta ma sicuramente interessante e edificante nella sua straordinaria unicità.

