La sorella dimenticata.

Si parla molto di Cleopatra, ma pochi ricordano la sorella dimenticata: Arsínoe IV. Oggi racconto la storia dimenticata di un personaggio scomodo.
Principessa che non voleva rimanere al margine del potere ed è finita prigioniera.
Un’ombra tragica nella storia del Nilo.

Nata tra il 68 e il 63 a. C. , figlia minore di Tolomeo XII. Mentre sua sorella maggiore saliva come simbolo di seduzione e diplomazia, Arsínoe viveva tra le tensioni di una famiglia dove il potere era ereditato dal veleno. La morte del padre ha acceso la scintilla del conflitto: Cleopatra e suo fratello cogovernavano l’Egitto, finché lui non la esiliò.

Nel bel mezzo del caos, Arsínoe scelse da che parte stare: la sua, quella di una donna sola ma consapevole del suo potere delle proprie capacità.

Quando Giulio Cesare arrivò ad Alessandria, Arsínoe non si nascose. Scappò con l’eunuco Ganimede, assunse il comando dell’esercito egiziano e si proclamò regina. Un’adolescente contro il più grande impero del mondo.

Per settimane riuscì tenacemente a resistere. Ma è stata tradita, catturata e mandata a Roma.
E lì… mortalmente umiliata.
Costretta a sfilare incatenata nel trionfo di Cesare del 46 a. C. Come un trofeo di guerra. Il popolo romano, vedendola così giovane e degna, non applaudiva. Si è indignò. Molti credono che quest’immagine abbia contribuito a suggellare il destino di Cesare.

Esiliato al Tempio di Artemide, visse a Efeso sotto asilo sacro. Ma nemmeno il marmo degli dei riuscì a proteggerla. Nell’anno 41 a. C. , Cleopatra, temendo il suo ritorno, ordinò il suo omicidio.
Il sangue di Arsínoe macchiò le scale del tempio.
E con questo, si infranse una delle leggi più antiche dell’umanità: il diritto al rifugio.

Arsínoe è morì, ma non con essa la sua storia.
Perché era la regina senza trono.
Prigioniera senza arrendersi.
E sorella… senza perdono.

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