
Amo raccontare la terra di mio padre: è come far rivivere una parte di lui che riposa tra quelle amate montagne. E, come ogni domenica, la tradizione non può che ripetersi.
Oggi tocca ad una ricorrenza che non conoscevo e che mi ha letteralmente suggestionato. La Notte dei Cucibocca è una tradizione demo antropologica di Montescaglioso (Basilicata) che si svolge la sera del 5 gennaio, ossia la notte che precede l’Epifania.
Si tratta di un rito ancestrale in cui figure misteriose, i “Cucibocca”, vestite di scuro, con barbe bianche e catene ai piedi, si aggirano per il paese minacciando di cucire la bocca a chi non fa silenzio, soprattutto ai bambini, per spingerli ad andare a dormire e lasciare spazio ai doni dell’Epifania.

Il rito è legato a credenze contadine che vedono nella notte di San Silvestro (vigilia dell’Epifania) la fine dei banchetti natalizi e l’avvicinarsi della Quaresima, con il ritorno del silenzio e del digiuno. Secondo alcuni studi, essa potrebbe essere una rivisitazione della processione delle anime del Purgatorio, che tornavano a chiedere cibo e riposo nelle case dei vivi. La tradizione evoca anche il dio egizio del silenzio, Arpocrate, raffigurato con l’indice sulle labbra e una barba simile a quella del Cucibocca. Le offerte portate dai Cucibocca alla popolazione possono anche essere viste come un modo per onorare le anime dei defunti.

Si tratta di un grande evento che coinvolge l’intera comunità, mantenendo viva una tradizione che fonde storia, cultura e divertimento. Ed esso attira visitatori da tutta la regione, offrendo l’opportunità di assaporare prodotti tipici lucani e vivere un’atmosfera unica.
Qualcosa che rivive ogni anno, testimone dei secoli che passano ma della tradizione che resta.

