Uno spirito un pò ribelle e dispettoso

La Basilicata è una terra misteriosa, crocevia di popoli e tradizioni, e porta con sé il suo meraviglioso patrimonio naturalistico, culturale e, nel nostro caso, mostruoso.

Proprio della zona di Matera, il Marranghino, nella cultura e nel folklore lucani, è uno spiritello burlone e bonaccione che per certi aspetti incarna, in modo ironico, lo stereotipo che oggi potrebbero avere gli stranieri sull’uomo meridionale, stereotipo un tempo diffuso anche nel Nord Italia: “curtu, russu, chi mustazzi e ca capa tanta”, ossia basso, pancione, con baffoni e con una grande capo.

Nel dialetto di certi paesi il suo nome è accostabile a un particolare tipo di ragno con le zampe sottili

Tolte le descrizioni fisiche, possiamo dire che u marranghinu non è assolutamente uno spirito negativo né portatore di cattive notizie, come poteva essere per certi versi il Mazzamurello (declinato poi nelle diverse varianti regionali).

Il Marranghino è più uno spirito simpatico che si permette, anche per smezzare le noiose giornate rurali, di nascondere gli attrezzi agli agricoltori e di fare piccoli scherzi battendo colpi contro il muro della casa, cosa tra l’altro che non può non farci pensare a delle influenze culturali di  derivazioni campane da parte della figura de O’ Munaciell.

Il Marranghino, essendo un simpatico buontempone, tutto sommato era tollerato dalle persone. Qualcuno ogni tanto poteva perdere le staffe se continuava a ritrovarsi senza gli attrezzi di lavoro o senza le vettovaglie per affrontare la giornata di lavoro nei campi. Con ironia, e a livello personale, credo che il Marranghino incarni in pieno la solarità, la simpatia e i modi di fare dell’uomo meridionale.

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